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Al capezzale della Politica italiana

raggi e appendino

Virginia Raggi e Chiara Appendino, neo sindache di Roma e Torino

I risultati dei ballottaggi di domenica 19 giugno incoronano Virginia Raggi a capo della Città Eterna e Chiara Appendino alla guida di un’altra importante città italiana come Torino. Due donne, due candidate del Movimento Cinque Stelle. I grillini ottengono un enorme successo un po’ ovunque e si presentano come “il nuovo” pronto a governare.

In effetti “il vecchio” è in grande difficoltà. Centro sinistra e centro destra per motivi diversi sembrano aver perso la loro identità e il contatto con gli elettori.

La grande malata resta la Politica italiana: metà degli aventi diritto non è andata a votare. Delusione, rassegnazione, protesta, rabbia, confusione, nausea. Un mix esplosivo che rischia di minare le basi della nostra democrazia.

Alcune considerazioni sugli esiti delle urne in questo articolo pubblicato su Blasting News.

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L’Italia s’è desta?

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La corda si è spezzata. La gente non ha più fiducia nella politica. Anzi, per meglio dire,  non ha più fiducia nei partiti e nei leader che li rappresentano. Le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio che hanno interessato nove milioni di cittadini saranno poco rappresentative dello scenario politico nazionale ma sicuramente misurano la febbre degli italiani in questo momento storico. Alta astensione, voto di protesta e penalizzazione dei partiti tradizionali. Il Pdl crolla, la Lega si ridimensiona drasticamente, il terzo polo di Casini non risulta pervenuto. Tiene solo il Pd ma grazie a determinate alleanze locali e comunque non sfonda. Il voto di protesta si raccoglie intorno al movimento Cinque stelle. Beppe Grillo già da anni predica, inveisce ed urla contro il sistema. In molti l’hanno snobbato, adesso fa paura perché in grado di attrarre sempre più consensi soprattutto nei giovani, ma non solo. I vertici del Pdl scaricano le responsabilità della disfatta sulla scelta di appoggiare il governo Monti ma appare chiaro a tutti che Berlusconi ha profondamente deluso ogni aspettativa. La gente avrebbe potuto anche soprassedere sulle chiacchierate e intercettate notti di Arcore ma di certo non solleva l’ex premier dalle responsabilità di non aver saputo evitare con la sua compagine governativa la caduta del Paese verso il baratro della bancarotta. In fondo il Cavaliere con la sua discesa in campo aveva promesso prosperità e libertà ma ha lasciato a Monti la guida di una nazione alla deriva e allo sbando senza alcuna prospettiva di ripresa. Quindi il Pdl paga il suo malgoverno, non tanto l’appoggio a Monti.

La caduta della Lega era prevedibile dopo i recenti scandali che l’hanno travolta. A tal proposito, non posso esimermi dall’esprimere un modestissimo parere. Se non fosse emerso il marcio anche dal partito di Bossi, le camice verdi avrebbero oggi festeggiato una travolgente vittoria elettorale. Bossi aveva già criticato e attaccato Berlusconi, suo grande alleato, prima ancora della resa del fondatore del Popolo della Libertà. La Lega, inoltre, sin da subito si è schierata all’opposizione del governo Monti ed oggi avrebbe sicuramente raccolto i frutti di tale strategia. Se non fosse scoppiato lo scandalo, che guarda caso emerge in tempo per stroncare Bossi e il suo partito, estromettendoli dai futuri giochi politici o quantomeno ridimensionandoli notevolmente.

Ecco spiegato il boom dei “grillini”, rimasti unici e credibili oppositori del sistema.

Le amministrative inducono alla riflessione, come ha dichiarato il Presidente Napolitano. Sì, infatti, tutti dovremmo cercare di capire cosa sta accadendo e dove stiamo andando. Dovrà riflettere pure Monti che insediatosi con il pieno appoggio politico e la fiducia del popolo, vede traballare adesso l’uno e l’altra. Il presidente “tecnico” ha finora aumentato le tasse. Quindi con un’economia depressa vuole provvedere ai tagli. A quando la crescita? La famosa “fase due” non può e non deve tardare ulteriormente. Ci si aspetta da questo governo una rapida e decisa svolta: misure per la ripresa dell’economia, aiuto alle imprese, misure per l’occupazione. Subito! Occorre fermare questa deriva, fermare il contagio dello scoramento collettivo, spezzare questa catena impressionante di suicidi.

Monti e i suoi  ministri invertano la rotta. Immediatamente. Sono stati chiamati per questo, non per acuire i problemi. Altrimenti a casa subito e si torni alle elezioni.

E vedremo se l’Italia si è davvero destata!

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