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“La mia speranza vola in alto”

IMG-20160518-WA0012La scuola deve educare i nostri giovani. Il video che è stato realizzato dalla scuola ARAM IEFP di Catania ha proprio come obiettivo di promuovere il rispetto, la legalità, il coraggio. La mafia si combatte attraverso l’esempio, l’educazione e la scuola, non con le chiacchiere di certa Antimafia.

Il video realizzato dalla scuola ARAM IEFP di Catania, che svolge corsi di obbligo scolastico per acconciatori ed estetiste, ha come titolo “La mia speranza vola in alto” e partecipa al concorso nazionale “Il silenzio è dolo” promosso dall’Associazione Avviso Pubblico.

Il cortometraggio realizzato da studenti dei primi anni si apre con la drammatica testimonianza di una ragazza che racconta come un suo parente viene arruolato dalla mafia e poi ucciso.

Ecco il link del video:

Il video della scuola ARAM IEFP CATANIA

 

 

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Pino Maniaci, il supereroe smascherato

pino maniaciA pelle non mi è stato mai simpatico. Per carità, questo non significa che chi mi è antipatico è un poco di buono e chi invece m’ispira simpatia è uno stinco di santo: pensate solo che Berlusconi mi è simpatico.

Lui, Pino Maniaci, direttore di Telejato, minuscola emittente televisiva di Partinico, mi ha dato sempre l’impressione di essere una caricatura di sé stesso, sembra essere uscito da un fumetto con la sua magrezza, i baffoni e la sigaretta in bocca. L’ho immaginato come un omino legnoso mosso da un fascio di nervi che si agita ed inveisce davanti ad una telecamera nell’angusto studio del suo tg.

Eppure è balzato agli onori della cronaca per le sue denunce dei loschi affari della mafia locale con tanto di nomi e cognomi. Ha fatto incetta di premi da ogni parte del mondo, è stato chiamato a presiedere conferenze e dibattiti dai salotti televisivi alle scuole. Si è temuto per la sua vita messa così a repentaglio con la sua lotta al malaffare.

Ora la notizia del suo coinvolgimento in un’indagine che lo vede accusato d’estorsione nei confronti di due sindaci ha gettato nello sconforto prima di tutto i suoi collaboratori, gli amici, gli ammiratori.

A me ha lasciato un forte retrogusto d’amaro in bocca. Naturalmente tralascio le vicende giudiziarie che non mi competono e devono proseguire il loro cammino nelle giuste sedi ma dalla lettura delle intercettazioni che lo riguardano esce la figura di un uomo dalla condotta morale tutt’altro che irreprensibile.

E non mi riferisco certo alle sue tresche amorose, all’amante e alle vendette del marito cornuto vendute in tv per persecuzioni della mafia.

Quello che è grave è che il signor Maniaci si sia ubriacato di potere e il delirio d’onnipotenza alla fine logora chi ce l’ha. Non ci si può erigere a moralizzatori quando si adottano comportamenti gravi e scorretti. Si insinua il sospetto che l’osannato eroe antimafia si sia costruito ad arte questo vestito e questa maschera per ottenere tutto quello che gli interessava.

Pino Maniaci può anche aver combattuto la mafia ma, da quello che emerge dalle intercettazioni e dai video, gli è mancata quella tensione morale che è indispensabile per fare sempre il proprio dovere e per perseguire  il bene della società.

Sono sicuro comunque, che la gente che gli è stata attorno e che ha lavorato a stretto contatto con lui, a partire dai giornalisti di TeleJato, abbia sempre agito in buona fede e, nonostante il “tradimento” del Direttore sarà difficile da metabolizzare, proseguirà con coraggio e determinazione il cammino intrapreso.

Forse per un mondo più giusto, libero da violenze e prepotenze, non occorrono eroi e supereroi.

Ancora una volta aveva ragione Giovanni Falcone che diceva:

“Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”.

maniaci 2

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Crocetta presenta la nuova squadra e scoppiano le polemiche

Tra i nuovi assessori Cracolici, Fiumefreddo e Marziano. Baccei è confermato all’Economia. Il segretario del PD, Raciti, non riconosce il neo governo.

Crocetta e il confermato Assessore all'Economia, Alessandro Baccei

Crocetta e il confermato Assessore all’Economia, Baccei             (Foto-www.gds.it)

Le 48 ore che Crocetta aveva dato ai Partiti per mettersi d’accordo sui nomi del nuovo governo siciliano erano abbondantemente scadute da giorni. Il che lasciava presagire maretta all’interno della maggioranza.

Ed infatti, dal travagliato parto, nasce una compagine che scontenta tutti. Il Crocetta quater quindi già al primo annuncio dei nomi dei nuovi assessori provoca un vespaio di polemiche. Tanto che lo stesso segretario del Partito DemocraticoFausto Raciti, dichiara che si tratta sicuramente di un errore, non riconoscendo di fatto il nuovo governo.

Così il Governatore incontra Raciti e, udite udite, si dice pronto ad apportare qualche modifica al neo esecutivo.

Ma andiamo con ordine e vediamo chi sono i nuovi giocatori della squadra di Crocetta, tra riconfermati e new entry:

La nuova Giunta:

Mariella Lo Bello Vicepresidente, Assessore per le attività produttive (Presidente)

Antonello Cracolici  Assessore per l’agricoltura, sviluppo rurale e della pesca mediterranea – PD

Giovanni Pistorio Assessore per le infrastrutture e la mobilità – centristi

Maurizio Croce Assessore per il territorio e ambiente – Sicilia futura

Cleo Li Calzi Assessore per il turismo, sport e spettacolo (presidente)

Baldo Gucciardi Assessore per la salute – PD

Gianluca Miccichè Assessore per la famiglia, politiche sociali e lavoro – centristi

Alessandro Baccei Assessore per l’economia – PD

Carlo Vermiglio Assessore per i beni culturali e l’identità siciliana  – centristi

Vania Contrafatto Assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilità – PD

Bruno Marziano Assessore per l’istruzione e la formazione professionale- PD

Antonio Fiumefreddo – Assessore delle autonomie locali e funzione pubblica – PD

Il dato politico più rilevante è la conferma di Baccei all’Economia, in sostanza la Sicilia continua di fatto ad essere commissariata. L’Assessorato più importante rimane affidato ad un uomo di fiducia direttamente mandato dal governo nazionale.

L’altro dato riguarda la mancanza di un uomo vicino a Giuseppe Lupo, che aveva rifiutato lui stesso un posto nel governo, preferendo restare alla vicepresidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Crocetta va avanti a forza di rimpasti ma non sortisce alcun risultato positivo per la Sicilia. E’ solo un gioco per prendere tempo e finire indenne questa sciagurata legislatura.

Ma la Sicilia e i siciliani non possono più aspettare la sua pseudo “rivoluzione”. Crocetta dovrebbe prendere atto che il suo tempo ormai è scaduto.

Naturalmente tuona anche l’opposizione con Nello Musumeci in testa che parla di un governo basato su una maggioranza trasformista con il primato di 40 assessori in tre anni mentre la Sicilia sprofonda.

I deputati del Movimento 5Stelle definiscono questo governo ancora peggiore dei precedenti e sono sicuri che non avrà lunga vita.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando conferma l’aggravarsi dello stato di calamità istituzionale della Regione e si augura presto la fine di questa legislatura che continua ad arrecare danni sociali, culturali ed economici alla Sicilia.

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Mettiamoci una Crocetta sopra e voltiamo subito pagina…

In Sicilia Crocetta riprende a cantare il suo tormentone.

Nuovamente azzerata la giunta di governo e ritirate le deleghe agli assessori regionali. E siamo a quattro. Il rimpasto, tanto caro al governatore dell’Isola, risulta però straziante per le orecchie dei suoi  abitanti.

La caduta di tono del Presidente è davvero considerevole. Ma come si può continuare a giocare sulla pelle dei siciliani?

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La Sicilia verso il Crocetta ter tra sfiducia e rischio default

Periodo difficile per Rosario Crocetta. Il Governatore si trova impegnato su più fronti. Vertici di maggioranza per far nascere la nuova compagine governativa, estenuanti incontri a Roma e Firenze per tentare di ricucire gli strappi all’interno del Partito Democratico, apparizioni in vari salotti televisivi per rivendicare i risultati della sua “rivoluzione” in Sicilia.

Crocetta non si risparmia ma a breve dovrà veramente dare conto del suo operato un po’ a tutti.

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Crocetta e le tensioni nel PD. Intanto la Sicilia affonda…

Ancora un colpo di teatro in Sicilia. Il governatore Crocetta torna a smentire se stesso. Dopo le recenti dichiarazioni di rifiuto di ogni ipotesi di rimpasto in Giunta, il Presidente pare pronto all’azzeramento della squadra di Governo.

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Sicilia, Formazione Professionale nel caos

http://it.blastingnews.com/lavoro/2014/10/sicilia-formazione-professionale-nel-caos-00133467.html

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Il voto in Sicilia: un’occasione perduta

Ha vinto l’astensionismo? No, ha perso la Sicilia.
Più di metà dei Siciliani non è andata a votare: il principale dato di queste elezioni è negativo, doloroso e induce a riflettere e correre ai ripari al più presto.

I candidati politici, i partiti, i leader nazionali non hanno convinto. E’ un dato di fatto che non può che portare l’intera classe politica italiana ad un cambiamento deciso di rotta. Forse mai come in questo momento la Sicilia ha veramente rappresentato un test importante per tutto il Paese.

Destra, sinistra, centro ormai non esistono più. Esistono accozzaglie di gruppi, ex partiti, correnti, movimenti che si alleano nel tentativo di prendere più voti possibili.

Il Pdl, padrone incontrastato del territorio siciliano fino a poco tempo fa, si è dissolto come neve al sole. E’ sparito, massacrato da una guerra fratricida figlia di interessi personali e dalla guida fallimentare di Berlusconi, troppo lontano dalle reali necessità degli italiani.

Vince Crocetta, candidato del Pd appoggiato dall’Udc di Casini, ma in realtà sia l’uno che l’altro partito perdono deputati rispetto all’ultima tornata elettorale. L’ex sindaco di Gela riesce a spuntarla per una serie di motivi: la spaccatura del centro destra, la grande frammentazione politica, il pauroso astensionismo e sicuramente anche perché comunque la gente ha premiato il coraggio e la determinazione che lui ha messo in campo a Gela nel contrasto alla mafia e al malaffare.

Il nuovo Presidente della Regione parla di rivoluzione e cambiamento ma sarà molto difficile governare la Sicilia senza una maggioranza. Già prima delle elezioni si vociferava di un possibile inciucio tra gli schieramenti di Crocetta e Miccichè tanto che si è coniato il bruttissimo termine “Crocchè” a testimoniare appunto la fusione tra Croc(etta) e (Micci)chè. Se così fosse tornerebbe in campo il precedente Governatore autonomista Raffaele Lombardo che francamente ha deluso non poco le aspettative di tutti i Siciliani che lo hanno votato nel 2008.

In più Crocetta dovrà confrontarsi con una regione piena zeppa di problemi ed un buco di bilancio spaventoso. Il neoeletto sarà anche impegnato nel notevole sforzo di recuperare consensi e credibilità per la sua forza politica che ha clamorosamente e inopportunamente appoggiato e tenuto in vita il precedente governo Lombardo, ripudiando e annullando con fatti e provvedimenti le pseudo riforme attuate da quest’ultimo.

Sarà veramente molto difficile. Se Crocetta dovesse constatare l’impossibilità di governare, allora è meglio tornare alle urne che restare ancora impantanati con alleanze di comodo che non possono portare a nulla di buono per la Sicilia e per i Siciliani.

Gioiscono invece i “grillini”, unica vera novità positiva di queste elezioni. Cancelleri si piazza terzo dietro ai due super favoriti Crocetta e Musumeci e davanti addirittura a Miccichè. Il Movimento Cinque Stelle, fondato da Beppe Grillo, diventa il primo partito in Sicilia ed entra nelle stanze del potere con entusiasmo e grande voglia di cambiamento, anche in prospettiva nazionale. Adesso il comico genovese rischia di far ridere molto meno ma in compenso di contare molto di più nei processi decisionali.
Anche per il suo movimento è richiesto un cambiamento di rotta: è il momento di inveire di meno e di costruire di più.

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Lettera ai candidati governatori della Sicilia

La campagna elettorale per l’elezione del presidente della regione Sicilia si sta svolgendo in maniera soporifera. La gente è veramente stanca, sfiduciata, oppressa, soffocata. Cresce il seme pericoloso dell’antipolitica in un clima di rassegnazione che non ci piace per niente. Le notizie quotidiane ci offrono un quadro desolante della classe politica che ci governa sia a livello nazionale che regionale.
La percentuale dei siciliani che non andrà a votare, secondo gli ultimi sondaggi, è in allarmante aumento.
Dal canto loro, i candidati al posto di governatore, non offrono spunti che lasciano intravedere spiragli futuri positivi. Sembrano più preoccupati dei pettegolezzi e più impegnati a muoversi critiche l’un l’altro.
Frasi ad effetto da offrire in pasto ai media, slogan più o meno banali e consunti, accuse da lanciare agli avversari, aria fritta e chiacchiere da bar dello sport.
E i programmi? I propositi? Le ipotesi di soluzione ai problemi reali della Sicilia e dei siciliani?
Cari candidati da voi vorremmo un sussulto di orgoglio siculo. Vorremmo più coraggio, più idee, più intraprendenza, più novità, più sincerità, più voglia di reale cambiamento, più voglia di miglioramento, più capacità di parlare con la gente, più carisma per trasmettere fiducia, speranza, sicurezza.
E poi vorremmo che parlaste di Politica. Comprendiamo che gli argomenti sono infiniti perché la Politica investe tutte le attività dell’uomo. Ma, solo per fare qualche esempio, vorremmo sapere come avete intenzione di rilanciare il turismo e di valorizzare le immense risorse che abbiamo. Vorremmo capire come volete affrontare l’emergenza rifiuti nell’isola, come volete lanciare in maniera decisiva la raccolta differenziata, come volete combattere gli interessi della mafia che stanno dietro a questo comparto, come volete trasformare un problema in una risorsa. E ancora vorremmo capire come avete intenzione di rimettere in piedi la Formazione, dopo la politica dissennata del precedente governo che invece di riformare il settore ne ha acuito i problemi mettendolo in ginocchio. Cosa volete fare per raggiungere una formazione di qualità, per depurarla dai morbosi interessi dei partiti, per eliminare sprechi e inefficienze, per penalizzare gli enti e i presidenti che rubano e truffano, per valorizzare le realtà sane che agiscono nel pieno rispetto delle leggi, per salvaguardare e riqualificare i lavoratori. Quali strategie intendete adottare per dare ossigeno alle piccole e medie imprese, per proteggere e valorizzare i nostri prodotti tipici, per arrestare la macelleria sociale che si è messa in moto e appare ineluttabile, per sviluppare al contrario nuovi posti di lavoro.
Poi ci piacerebbe pure comprendere come intendete affrontare il tema scottante che vi riguarda della questione morale, come intendete agire per contrastare dall’interno della vostra coalizione il dilagante fenomeno della corruzione, dell’illegalità, dell’abuso di potere, del delirio di onnipotenza che pervade gran parte dei vostri colleghi.
Infine, ma non per ordine d’importanza,vorremmo anche capire cosa pensate voi della Cultura. Mi auguro non la reputiate sempre e soltanto un capitolo di spesa da tagliare.

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ottobre 5, 2012 · 11:36 am

Quale turismo in Sicilia?


Fiumi di parole sul turismo siciliano. Basta! Occorrono i fatti. La nostra terra potrebbe vivere solo grazie allo sviluppo di questo settore ma si continua a perdere tempo.
Di chi è la colpa? Della classe politica? Della classe imprenditoriale? Di noi tutti, capaci solo di lamentarci ma poi incapaci di rispettare e valorizzare le enormi potenzialità e risorse che la Trinacria offre?
Probabilmente, naturalmente in diversa misura, le responsabilità possono essere divise tra tutti i siciliani. Però, cerchiamo di guardare avanti: in tempi di crisi internazionale sarebbe ancora più insensato perdere ulteriore tempo. Non solo abbiamo dalla nostra parte tutte le risorse per risorgere ma potremmo finalmente lanciarci all’interno dell’area mediterranea come punto di riferimento per le altre regioni.
I nostri punti di forza dipingono la Sicilia come terra di arte e cultura, come l’isola dei parchi e dell’ambiente, dell’archeologia e del benessere. Natura e cultura, secondo uno slogan inflazionato ma mai sfruttato appieno nella e dalla nostra regione. A questi elementi di ricchezza fanno da contraltare i punti di debolezza che spesso purtroppo hanno preso il sopravvento tarpando le ali alla crescita della Sicilia. Abbiamo la ricchezza ma non riusciamo a fruirne. Cattiva gestione politica, mafia e criminalità in genere, deficit sul piano dell’organizzazione territoriale e su quello della promozione, difficoltà di tipo strutturale: penso, per esempio, al problema dei trasporti e degli stessi semplici spostamenti interni.
La nostra presunzione porta ad affermare che di turismo si può vivere, anzi si deve vivere. Il turismo ci può dare lavoro e ricchezza.
Per questo non si può più perdere tempo con le chiacchiere. Il tempo delle parole è terminato: occorre agire! E’ necessario attuare una moderna politica turistica mediterranea che conduca allo sviluppo integrato Europa-Africa, occorre studiare e concretizzare un adeguato marketing del turismo indirizzato all’offerta e centrato sulla domanda, è indispensabile che la nostra classe politica pensi ad una legislazione efficace ed agile che rimuova ostacoli e difficoltà invece di ingigantire i problemi. Fondamentale poi è da considerare l’azione degli enti locali che dovrebbero, in primo luogo, assicurare il controllo e la salvaguardia del territorio ed adoperarsi per un’adeguata politica della mobilità interna, piuttosto che elargire finanziamenti agli “amici degli amici” che non portano a risultati per la pubblica utilità e deprimono gli sforzi di quei piccoli imprenditori che vorrebbero puntare sull’innovazione e la qualità dei servizi ma spesso si arrendono per mancanza di sostegno ed incentivi.
L’auspicio è che si promuova quindi un turismo sostenibile che punti, non solo alla tutela e alla valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, ma anche a conciliare i diversi interessi di coloro che vivono e lavorano nel territorio, con coloro che scelgono la Sicilia come meta ideale per trascorrere il proprio tempo libero.

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