Archivi categoria: Musica

Crystian Zimerman: tecnica perfetta e sentimento

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 4 Aprile 2008

 

Iniziamo dalla fine. Tutti in piedi al teatro Sangiorgi a tributare un’autentica ovazione con applausi interminabili a Crystian Zimerman. Il pubblico catanese saluta con grande calore colui che è considerato uno dei massimi pianisti viventi e lo ringrazia per il concerto emozionante tenuto il 2 aprile al cospetto di un teatro gremito. Molti i catanesi, infatti, che hanno preso d’assalto il botteghino del teatro prima del concerto ma sono rimasti fuori per esaurimento dei posti. L’atteso appuntamento rientrava nella sezione “Random” del ricco programma stagionale proposto dall’Associazione Musicale Etnea e dal suo direttore artistico Emanuele Casale.

Bambino prodigio, Zimerman, polacco, a soli 18 anni nel 1975 vince il prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Frédéric Chopin di Varsavia. Ha suonato con i più importanti direttori d’orchestra del mondo e con la Deutsche Grammophon ha inciso ventidue dischi facendo incetta di premi e riconoscimenti internazionali.

zimerman_2.jpg

Crystian Zimerman

Al centro della scena con il suo pianoforte, l’artista inizia a Catania la sua esibizione che prevede da programma la sonata op. 111 di Beethoven che sarà poi sostituita con la “Patetica”, la sonata in si minore op.58 di Chopin e la Partita n.2 in do minore BWV 826 di Bach. Altra variazione: alcune mazurke di Chopin al posto de “I Klavierstucke” op. 119 di Brahms. Zimerman suona con grande trasporto e naturalezza. Le mani scivolano sicure sui tasti, la tecnica perfetta si abbina a un grande sentimento che traspare anche dai movimenti del busto e della testa che sembrano seguire e accompagnare le note. Le luci del teatro si concentrano al centro del palco illuminando Zimerman e il maestoso pianoforte. Sul colore nero predominante dello strumento e dell’abitospiccano la folta chioma canuta dell’artista e la camicia bianca. Chiudendo gli occhi e ascoltando il suono del pianoforte, ora leggero e raffinato, ora più vigoroso e travolgente, si resta stregati. Ci si alza in volo sulle ali della fantasia in un’atmosfera sognante. Alla fine il pubblico lo acclama e il pianista è “costretto” più volte ad uscire per ringraziare. Tre bis: ancora una mazurka di Chopin, già suonata nel 1979 in Vaticano davanti a Papa Giovanni Paolo II e a lui dedicata proprio a tre anni dalla scomparsa. E poi due brani di Szymanovski, omaggio alla sua Polonia e al compositore suo connazionale.

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

Jazz e funcky con la chitarra di John Scofield

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 1 Aprile 2008

Bill_Stewart.jpg

Bill Stewart

C’era grande attesa a Catania per questo nuovo appuntamento con Etnafest, la rassegna di musica, arte e cinema, organizzata dalla Provincia Regionale e dall’Azienda Provinciale del Turismo della città siciliana. John Scofield è considerato uno dei tre grandi chitarristi della scena jazzistica contemporanea insieme a Pat Metheny e Bill Frisell.

John_Scofield.jpg

John Scofield

Il Teatro Sangiorgi, infatti, già da tempo aveva registrato il tutto esaurito per la serata di ieri. E lui non ha certo deluso le aspettative. Pantaloni scuri e camicia, un brevissimo saluto al pubblico e subito si parte con il suono caldo della sua chitarra. Scofield presenta vecchi brani alternandoli con gli ultimi del nuovo cd. Nell’arco della serata propone diversi pezzi che richiamano il lungo percorso musicale e le varie esperienze artistiche (ha anche suonato con Miles Davis negli anni’80) che hanno caratterizzato lo stile del 57enne chitarrista americano.

La mano di Scofield accarezza con raffinatezza la tastiera dello strumento per poi diventare in altri brani più incisiva e decisa. Si passa dal blues al swing al soul jazz per poi riprendere la ritmica funk. Ad accompagnarlo due musicisti di straordinario livello come Matt Penman al contrabbasso e il formidabile Bill Stewart alla batteria. Eccezionali i duetti improvvisati tra quest’ultimo e il chitarrista. Oltre al trio base, ad armonizzare il tutto tre strumentisti a fiato: Phil Grenadier alla tromba, Eddie Salkin al sax tenore e flauto e Frank Vacin al sax baritono e clarinetto.

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

Etnafest. Contaminazioni jazz con Joshua Roseman

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 10 Marzo 2008

 

Qualche purista del jazz potrebbe storcere il naso ma le sue composizioni conquistano l’attenzione di chi le ascolta e, cosa fondamentale, emozionano. Joshua Roseman ed altri dieci musicisti giovanissimi ma già di grande spessore sono stati, domenica 9 marzo, i protagonisti di un altro appuntamento con la sezione musicale di Etnafest, la manifestazione promossa dalla Provincia Regionale e dall’A.P.T. di Catania.

joshua_roseman.jpg

Joshua Roseman

Roseman, originario della Giamaica, nativo di Boston ma trapiantato a New York, è considerato uno dei compositori più singolari e innovativi dell’attuale panorama jazzistico afroamericano. La sua musica è influenzata da diversi generi, anche dall’elettronica. Ma l’artista riesce a fondere le varie tendenze arrivando a comunicare in uno stile personalissimo senza mai appesantire i suoi ascoltatori.

E il pubblico del centro per le arti e le culture contemporanee Zo, formato in prevalenza da giovani, dimostra di apprezzare molto le due ore di musica proposte dalla band. Grande risalto ai fiati, restano un po’ in ombra pianoforte e chitarra elettrica ma non basso e batteria che dettano i tempi delle composizioni, rallentando o accelerando il ritmo ad arte.

Joshua Roseman suona il trombone, dialoga con gli spettatori e dirige gli altri musicisti ma senza mai dare l’impressione di volersi mettersi in primo piano, di fare la primadonna. Ascoltando la musica e chiudendo gli occhi la sensazione che si percepisce è quella di trovarsi davanti a pezzi di mondo globalizzato, con le sue frenesie e le sue ingiustizie ma anche con le sue sfide e le sue ambizioni.

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

Etnafest. A Catania omaggio a Curtis Mayfield

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 9 Marzo 2008

 

Otto musicisti di straordinario livello insieme per un progetto ambizioso: un percorso musicale tra le vicende afroamericane partendo dal repertorio di Curtis Mayfield, cantante, compositore e chitarrista di Chigago (1942-1999), noto soprattutto per la colonna sonora del film Superfly. Mayfield fu tra i primi musicisti afro americani ad inserire riflessioni sociali nelle proprie composizioni.

william_parker.jpg

William Parker

Lo spettacolo è andato in scena lo scorso 8 marzo. Il teatro Sangiorgi a Catania si è presentato strapieno per questo nuovo appuntamento di Etnafest, la rassegna di musica, cinema e arte organizzata dalla Provincia Regionale e dall’Azienda Provinciale del turismo della città etnea. Al centro del palco, l’anziano Amiri Baraka, scrittore, poeta e drammaturgo, tra i protagonisti principalidella cultura afro americana fin dai primi anni ’60. Accanto a lui, l’esile Leena Conquest, che ha cantato e danzato ammaliando il pubblico. Lewis Barnes alla tromba, Darryl Foster al sax, Sabir Mateen al clarinetto e tre mostri sacri come William Parker al contrabbasso, Dave Burrell al piano e Hamid Drake alla batteria si sono alternati in assoli che hanno strappato applausi a ripetizione.

Quasi due ore di musica travolgente che è arrivata dritta all’anima e niente bis, nonostante l’acclamazione generale.

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

Il “Principe” e la sua band sbarcano in Sicilia

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 1 Marzo 2008

De_Gregori_1.jpg

Abito scuro, spezzato dalla camicia chiara, chitarra acustica a tracolla, in testa uno degli inseparabili cappelli. Si presenta così Francesco De Gregori al Teatro Metropolitan di Catania il 27 febbraio per la prima tappa siciliana del tour Left&Right. Partito a novembre da Venezia, il viaggio del cantautore romano in oltre cinquanta teatri italiani si concluderà in primavera. Un brevissimo saluto al pubblico e subito spazio alla musica. D’altra parte si sa, De Gregori è sempre misurato, schivo, di poche parole, dalla mimica essenziale. Avvolto nella sua timida eleganza, preferisce comunicare con le canzoni, esprimersi attraverso i testi. Forse anche per questo è chiamato il principe. E’ lui con la sua chitarra ad iniziare il concerto, dopo qualche pennata i musicisti lo seguono, si comincia con Titanic. L’avvio è molto promettente ma la prima parte dello spettacolo non graffia, il concerto stenta a decollare, forse per scelta dello stesso De Gregori, che mira a un crescendo di emozioni. Il pubblico comunque è sempre con lui, lo applaude, lo incita, lo accompagna nelle canzoni più note. Si passa da I Muscoli del Capitano all’Abbigliamento di un Fuochista, da La leva calcistica della classe ’68 a Natale fino a Generale.

L’artista occupa esattamente il centro della scena tra i suoi sei compagni di viaggio. Alla sua destra Stefano Parenti alla batteria, Paolo Giovenchi alle chitarre acustica ed elettrica e il fido storico capo band Guido Guglielminetti al basso. Dal lato opposto Alessandro Arianti alle tastiere, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e l’altro chitarrista Lucio Bardi. Nel finale del primo tempo il cantautore romano concede ai suoi musicisti anticipatamente il meritato riposo e resta solo sul palco. Si siede al pianoforte e regala ai presenti un’intensa Sempre e per sempre. Il feeling con i fan cresce e si capisce che il meglio deve ancora arrivare.

Quando si apre nuovamente il sipario s’intuisce subito che sarà tutta un’altra musica. Vai in Africa Celestino, Adelante Adelante, Pezzi, l’atmosfera si scalda, adesso anche il principe sembra più sciolto e si diverte con la band. Si susseguono e si alternano canzoni storiche e più recenti. Ad un brano come Un guanto, definito dallo stesso autore complesso e ostico, De Gregori fa seguire, quasi per scusarsi, la bellissima Rimmel. Ma non è finita qui. C’è ancora il tempo per ascoltare Il Bandito e il Campione, poi l’artista si avvia alla conclusione con La valigia dell’attore coinvolgendo tutto il teatro. Il principe ha cotto tutti a puntino. Il bis è un vortice di emozioni. Una giovane ragazza seduta non lontano da noi piange e singhiozza sulle note e le parole de La donna cannone. Quindi dal suo cappello De Gregori tira fuori una nuova magia: una canzone inedita, definita da lui stesso molto autobiografica, dal titolo Per brevità chiamato artista. Si chiude con una Buonanotte Fiorellino irriconoscibile, completamente stravolta. Qualcuno fatica a canticchiarla ma alla fine tutti tributano sinceri e lunghi applausi alla band e al principe capace sempre di emozionare.

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

18/02/1940-18/02/2008: Buon compleanno “Faber”

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 15 Febbraio 2008

De_Andr__2_1.jpg

La sua stella è volata in cielo in una fredda notte di gennaio del 1999 ma il ricordo di Fabrizio De Andrè non si potrà spegnere mai. Le sue canzoni si stagliano immortali nel firmamento della vita quotidiana, illuminando di considerazione e dignità, tutti quegli uomini che morale e perbenismo hanno da sempre trascurato e relegato ai margini della società. I suoi testi, esempi di stile purissimo, oggetto di studio nelle nostre scuole, ci raccontano le verità scomode di un’umanità dolente. Gli eroi delle sue ballate li ritroviamo nei bassifondi delle nostre città, in mezzo ai vicoli maleodoranti o tra le stradine del porto, all’interno di bettole fatiscenti o di umide galere. Sono puttane, delinquenti, alcolizzati, senzadio e drogati, cui De Andrè conferisce la dignità che dovrebbe spettare a tutti gli uomini. Gente vera che soffre e che lotta, riabilitata e rivalutata dal cantautore genovese: …dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior….

Fabrizio_De_Andr___e_PFM.jpg

La musica e i testi del cantautore genovese, anche a distanza di parecchi anni dalla sua morte, continuano ad esercitare un fascino irresistibile e ad attrarre persino i più giovani. Su Internet sono tantissimi i siti in suo onore. Innumerevoli in tutta Italia le manifestazioni dedicate a lui soprattutto nel mese di febbraio. Sabato 16 alle ore 21.00, presso il Vaillant Palace di Genova, la PFM festeggia, come tutti gli anni, il compleanno dell’artista prematuramente scomparso. Sul palco del “Buon Compleanno Faber”, accanto alla PFM, ci saranno: Sarah Jane Morris, Mariella Nava, I Tazenda, Shel Shapiro, New Trolls, Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo (i fondatori), Gnu Quartet con la partecipazione di Giulia Ottonello.Slide Show di Guido Harari. Sempre il 16 concerti anche a Roma, Novara e Osnago (LC). Molte le iniziative anche il 18, giorno della sua nascita. Per maggiori dettagli e per conoscere tutte le serate in suo onore potete consultare il sito http://www.fondazionedeandre.it/ nella sezione “dedicato a Fabrizio/manifestazioni”.

De_Andr___1.jpg

Nato nel 1940, De Andrè inizia giovanissimo a scrivere canzoni sotto l’influenza di rappresentanti di culture diverse come quella francese e quella angloamericana (Brassens, Brel, Dylan, Cohen, Lee Masters). Nel 1965 arriva la svolta alla sua carriera con l’interpretazione di Mina de “La canzone di Marinella”, che s’impone all’attenzione di pubblico e critica. Inizia l’ascesa artistica costellata di perle come “Il Testamento”, “Preghiera in Gennaio”, “La Cattiva Strada”, “La Guerra di Piero”, “Bocca di Rosa”, “La Città Vecchia”, “La Ballata del Michè”, “Via del Campo”, “Creuza de Ma’” ecc.

Spirito anarchico e libero da ogni pregiudizio, De Andrè ha sempre combattuto ingiustizie e soprusi, da qualunque parte venissero. Ci ha insegnato a diffidare di chi pretende di conoscere la verità, di chi è sempre puntuale ad emettere sentenze, di chi, magari celandosi sotto spoglie autorevoli, è pronto ad abusare del proprio potere.

Buon Compleanno Faber, ci manchi tanto.

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

Brodsky Quartet. I virtuosi degli archi in Sicilia

Pubblicato in:

Musica,

Spettacolo Oblo.it


di Salvo Longo – 1 Febbraio 2008

brodsky2.jpg

Due ore di musica suonata con grande trasporto e naturalezza. Il Brodsky Quartet si è esibito il 29 gennaio al Teatro Politeama di Palermo e ha concluso il suo mini tour in Sicilia due giorni dopo al Teatro Sangiorgi di Catania. La tappa catanese rientrava nel programma della rassegna organizzata dall’Associazione Musicale Etnea, precisamente nella sezione “Random – concerti atematici”.

Il quartetto d’archi fu fondato a Manchester nel 1972 dal violinista russo Adolf Brodsky ed è stato il primo gruppo in assoluto ad essere eletto “Quartetto in residenza” presso l’Università di Cambridge. Nel 1998 è stato insignito del “Royal Philarmonic Society Award” per l’importante contributo reso al mondo della musica. Oggi la formazione tiene corsi in diverse università inglesi. Vanta collaborazioni con la cantante svedese Anne Sofie von Otter e anche con artisti non propriamente “classici” come Paul McCartney, Elvis Costello e Björk o compositori del calibro di Dave Brubeck, Lutoslawski e Sculthorpe.

Il gruppo è composto da quattro inglesi: un giovanissimo Daniel Rowland, scatenato primo violino, l’altro violinista è il più navigato Ian Belton, Paul Cassidy che suona la viola, e l’unica donna del gruppo, Jacqueline Thomas al violoncello.

L’assoluta padronanza degli strumenti unita ad un elevato grado di complicità permette ai quattro di misurarsi con brani di grande difficoltà tecnica, che vengono suonati con disarmante naturalezza e sicurezza. Si inizia con l’esecuzione di un’opera del 1925 composta dallo spagnolo Joaquin Turina, “Oracion del Torero”. Si prosegue con il Quartetto in fa maggiore op.18 n.1 di Beethoven seguito dal Quartetto in mi bemolle op.30 n.3 di Cajkovskij. Alla fine del concerto i musicisti concedono anche il bis rendendo omaggio alla musica italiana con “Crisantemi” di Puccini.

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

Musica antica del nuovo millennio

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 22 Dicembre 2007

3_2.jpg

Si accendono le luci su Etnafest con un concerto di musica popolare nel tempio catanese della lirica. Il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” ha ospitato il 17 dicembre l’anteprima della rassegna di arte, musica e cinema organizzata dalla Provincia e dall’Azienda Provinciale del Turismo di Catania.

Musica antica del nuovo millennio, questo il titolo del progetto artistico di Carmen Consoli che ruota intorno alla musica tradizionale siciliana. L’artista da qualche anno si è avvicinata alle proprie radici culturali interessandosi sempre più al patrimonio musicale popolare per farsene portavoce nel mondo. Sul palco oltre alla “cantantessa” si sono esibiti diversi artisti, tutti siciliani alternandosi e suonando insieme per dare vita ad uno spettacolo intenso pieno di luce, colori e melodie.

7_1.jpg

I Lautari, gruppo catanese che da oltre vent’anni ricerca e rielabora gli antichi canti siciliani e ne propone al pubblico di nuovi sempre nel solco della tradizione. Alfio Antico, pastore fino a 18 anni, impregnato di cultura contadina ed eccellente suonatore di “tammorra”. Un artista dall’imponente figura scenica che dispone di oltre settanta tamburi da lui fabbricati. Sul palco suona instancabilmente con grande maestria oltre a recitare e cantare in dialetto le sofferenze, le favole e le storie della sua amata terra. Rita Botto, voce calda e possente, che vive da tempo a Bologna ma mantiene saldo il legame con la Sicilia anche grazie alle canzoni folk di Rosa Balistreri, alla quale ha pure dedicato un cd.

Esclusivamente per Etnafest hanno fatto parte del progetto anche gli applauditissimi Mario Venuti e Kaballà, cantautori e autori tra i più apprezzati del panorama musicale italiano. Un concerto acustico contrassegnato dal canto rigorosamente in siciliano e dal suono degli strumenti tradizionali come mandolino, mandola e mandoloncello, oltre a chitarre, fisarmonica, contrabbasso, flauti e percussioni. Uno spettacolo nello splendido scenario del Teatro Massimo che ha affascinato e sorpreso gli spettatori. Un degno inizio per una manifestazione che, tra l’altro, mira ambiziosamente a valorizzare e a far conoscere la cultura siciliana oltre i confini isolani e nazionali.

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

La voce europea del jazz a Catania

Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 18 Dicembre 2007

Anne Ducros, Urban Tribe

Bionda, elegante, raffinata ed ironica. Anne Ducros si presenta a Catania in una forma smagliante e strega il Teatro Sangiorgi gremito nonostante il freddo e la pioggia. Il concerto che si è tenuto il 16 dicembre, ha concluso il cartellone del “Sicily Jazz festival d’autunno”, la rassegna curata dal “Brass Group” diretto dall’infaticabile Renato Lombardo. Sul palco la cantante francese è stata accompagnata da una formazione di musicisti di primo livello: Olivier Hutman al piano, Essiet Okon Essiet al contrabbasso, Bruce Cox alla batteria e l’italiana Ada Rovatti al sax. Una voce duttile sorretta da una tecnica sopraffina avvolge e seduce gli spettatori con i quali l’artista francese gioca e si diverte grazie ad uno spiccato senso dell’ironia. La cantante d’oltralpe dopo “Piano, piano”, il disco che l’ha incoronata regina del jazz vocale europeo, propone la sua ultima fatica: “Urban Tribe”. Spazia con grande abilità e facilità da canzoni non propriamente legate al jazz a composizioni originali colte e raffinate. La voce diventa protagonista indiscussa.

Anne Ducros

Così rivisita con estrema naturalezza “Sexy Sadie” dei Beatles e “Sitting On The Dock Of The Bay” di Otis Redding, quest’ultima cantata solo con l’accompagnamento del contrabbasso. Il risultato è eccellente. Poi alterna brani inediti, come una composizione del pianista Olivier Hutman, in cui modula la voce con abile maestria. Alla fine acclamata a gran voce concede il bis e coinvolge gli spettatori sulle note ammiccanti di un compositore brasiliano.

 

Prima del concerto, abbiamo incontratoAnne Ducroscon i suoi musicisti nell’albergo della città etnea che li ha ospitati.

 

Cosa l’ha stregata del jazz e qual è secondo lei la forza di questa musica?
Il jazz è un modo di fare musica. Ti permette d’inventarti la melodia ogni volta, libera in te una grande forza creativa. Non è mai la stessa cosa, è come una conversazione che si ricrea. Mi permette d’agire d’istinto, di seguire le mie emozioni, di stare in armonia con me stessa e con gli altri.

 

Ascolta altra musica oltre a questo genere?
Ascolto veramente di tutto, anche perché con una bambina di dodici anni, non posso farne a meno. E’ chiaro che ho delle preferenze ma non amo fare delle rigide divisioni fra i vari generi. Adoro John Coltrane come Mozart e spessoreinterpreto nei miei concerti pezzi c.d. leggeri, cantandoli con il mio stile.

 

Come nasce la sua ultima fatica discografica?
Per questo disco ho fatto esattamente il contrario di quanto ho fatto in passato per gli altri. Solitamente penso i brani, preparo gli arrangiamenti, li registro e poi li propongo al pubblico in tournèe. Stavolta “Urban Tribe” è nato in giro per il mondo: abbiamo suonato tanto con la band negli ultimi anni viaggiando tra Europa, Giappone e Stati Uniti. Alla fine abbiamo inciso in studio a New York 11 nuove canzoni.

 

Lei viene spesso in Sicilia, qual è il suo rapporto con quest’isola e con Catania in particolare?
Io amo la Sicilia, mi affascina Siracusa, mi piace Catania tra il mare e l’Etna. Non riesco a resistere alle tante prelibatezze che questa terra offre: arancini, pasta alla norma, cannoli. E poi adoro i siciliani perché non si lasciano travolgere dai ritmi frenetici della vita e non si prendono mai troppo sul serio.

 

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Musica

Etnafest 2008

Pubblicato in:

Musica,

Arte,

Cultura,

Spettacolo Oblo.it


di Salvo Longo – 14 Dicembre 2007

Carmen Consoli, direttrice artistica dell'Etnafest

Cultura, arte, musica e cinema. Presentata a Catania la rassegna Etnafest 2008, la manifestazione organizzata dalla Provincia Regionale e dall’Azienda Provinciale del Turismo di Catania. Tante le novità di quest’anno per una rassegna che aprirà i battenti il 17 dicembre e proseguirà con vari appuntamenti fino al mese di luglio. Accanto alle tradizionali tre sezioni riguardanti l’arte, il cinema e la musica, quest’anno se ne aggiunge una quarta dedicata esclusivamente alla “Musica Popolare” siciliana. Madrina e direttrice artistica di questa novità assoluta per Etnafest sarà Carmen Consoli. “Le nostre radici sono una grandissima ricchezza e mi sento onorata di far parte di questa squadra” -ha dichiarato la cantantessa in conferenza stampa. Sarà proprio lei, nell’unico concerto in cui sarà coinvolta in veste di musicista, a dare il via al Cartellone di Etnafest 2008. Il 17 dicembre, infatti, al Teatro Massimo l’artista catanese si esibirà sul palco insieme ai Lautari, Rita Botto, Alfio Antico, Mario Venuti e Kaballà.

Un programma che prevede ancora tanta musica nella sezione diretta da Gianni Morelenbaum Gualberto che farà arrivare a Catania artisti del calibro, tra gli altri, di Dave Burrel, Joey Baron, Max Raabe & Palast Orchestrer, Diana Reeves, Anthony Davis Quintet e Terry Jenoure’s Bejewelled.

Per la cultura e l’arte, il direttore artistico Angelo Scandurra proporrà undici appuntamenti che includono tra l’altro un omaggio ad Ignazio Buttitta nel decennale della morte, un recital Scupa che attraverso le carte da gioco ci racconta la storia della Sicilia, la lettura di alcune tra le più significativepagine scritteda Leonardo Sciascia e una mostra antologica dedicata a Francesco Messina.

La sezione Cinema diretta da Sebastiano Gesù offrirà la visione del film La valigia dei sogni di Luigi Comencini, una retrospettiva dedicata al regista francese Patrice Le Conte, realizzata in sinergia con il Centro Studi Cinematografici di Milano, e un’altra dedicata alla fotografa e regista catanese Giovanna Sonnino.

Insomma anche per il 2008, la manifestazione punta sulla qualità per continuare ad avere, come negli anni passati, riscontri positivi anche a livello internazionale.

Etnafest, infatti, è inserita ormai a pieno titolo da quattro anni tra le iniziative di maggior richiamo turistico e culturale della Sicilia.

Lascia un commento

Archiviato in Archivio articoli, Arte, Catania, Cultura, Musica