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“La mia speranza vola in alto”

IMG-20160518-WA0012La scuola deve educare i nostri giovani. Il video che è stato realizzato dalla scuola ARAM IEFP di Catania ha proprio come obiettivo di promuovere il rispetto, la legalità, il coraggio. La mafia si combatte attraverso l’esempio, l’educazione e la scuola, non con le chiacchiere di certa Antimafia.

Il video realizzato dalla scuola ARAM IEFP di Catania, che svolge corsi di obbligo scolastico per acconciatori ed estetiste, ha come titolo “La mia speranza vola in alto” e partecipa al concorso nazionale “Il silenzio è dolo” promosso dall’Associazione Avviso Pubblico.

Il cortometraggio realizzato da studenti dei primi anni si apre con la drammatica testimonianza di una ragazza che racconta come un suo parente viene arruolato dalla mafia e poi ucciso.

Ecco il link del video:

Il video della scuola ARAM IEFP CATANIA

 

 

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Lettera ai candidati governatori della Sicilia

La campagna elettorale per l’elezione del presidente della regione Sicilia si sta svolgendo in maniera soporifera. La gente è veramente stanca, sfiduciata, oppressa, soffocata. Cresce il seme pericoloso dell’antipolitica in un clima di rassegnazione che non ci piace per niente. Le notizie quotidiane ci offrono un quadro desolante della classe politica che ci governa sia a livello nazionale che regionale.
La percentuale dei siciliani che non andrà a votare, secondo gli ultimi sondaggi, è in allarmante aumento.
Dal canto loro, i candidati al posto di governatore, non offrono spunti che lasciano intravedere spiragli futuri positivi. Sembrano più preoccupati dei pettegolezzi e più impegnati a muoversi critiche l’un l’altro.
Frasi ad effetto da offrire in pasto ai media, slogan più o meno banali e consunti, accuse da lanciare agli avversari, aria fritta e chiacchiere da bar dello sport.
E i programmi? I propositi? Le ipotesi di soluzione ai problemi reali della Sicilia e dei siciliani?
Cari candidati da voi vorremmo un sussulto di orgoglio siculo. Vorremmo più coraggio, più idee, più intraprendenza, più novità, più sincerità, più voglia di reale cambiamento, più voglia di miglioramento, più capacità di parlare con la gente, più carisma per trasmettere fiducia, speranza, sicurezza.
E poi vorremmo che parlaste di Politica. Comprendiamo che gli argomenti sono infiniti perché la Politica investe tutte le attività dell’uomo. Ma, solo per fare qualche esempio, vorremmo sapere come avete intenzione di rilanciare il turismo e di valorizzare le immense risorse che abbiamo. Vorremmo capire come volete affrontare l’emergenza rifiuti nell’isola, come volete lanciare in maniera decisiva la raccolta differenziata, come volete combattere gli interessi della mafia che stanno dietro a questo comparto, come volete trasformare un problema in una risorsa. E ancora vorremmo capire come avete intenzione di rimettere in piedi la Formazione, dopo la politica dissennata del precedente governo che invece di riformare il settore ne ha acuito i problemi mettendolo in ginocchio. Cosa volete fare per raggiungere una formazione di qualità, per depurarla dai morbosi interessi dei partiti, per eliminare sprechi e inefficienze, per penalizzare gli enti e i presidenti che rubano e truffano, per valorizzare le realtà sane che agiscono nel pieno rispetto delle leggi, per salvaguardare e riqualificare i lavoratori. Quali strategie intendete adottare per dare ossigeno alle piccole e medie imprese, per proteggere e valorizzare i nostri prodotti tipici, per arrestare la macelleria sociale che si è messa in moto e appare ineluttabile, per sviluppare al contrario nuovi posti di lavoro.
Poi ci piacerebbe pure comprendere come intendete affrontare il tema scottante che vi riguarda della questione morale, come intendete agire per contrastare dall’interno della vostra coalizione il dilagante fenomeno della corruzione, dell’illegalità, dell’abuso di potere, del delirio di onnipotenza che pervade gran parte dei vostri colleghi.
Infine, ma non per ordine d’importanza,vorremmo anche capire cosa pensate voi della Cultura. Mi auguro non la reputiate sempre e soltanto un capitolo di spesa da tagliare.

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ottobre 5, 2012 · 11:36 am

Quale turismo in Sicilia?


Fiumi di parole sul turismo siciliano. Basta! Occorrono i fatti. La nostra terra potrebbe vivere solo grazie allo sviluppo di questo settore ma si continua a perdere tempo.
Di chi è la colpa? Della classe politica? Della classe imprenditoriale? Di noi tutti, capaci solo di lamentarci ma poi incapaci di rispettare e valorizzare le enormi potenzialità e risorse che la Trinacria offre?
Probabilmente, naturalmente in diversa misura, le responsabilità possono essere divise tra tutti i siciliani. Però, cerchiamo di guardare avanti: in tempi di crisi internazionale sarebbe ancora più insensato perdere ulteriore tempo. Non solo abbiamo dalla nostra parte tutte le risorse per risorgere ma potremmo finalmente lanciarci all’interno dell’area mediterranea come punto di riferimento per le altre regioni.
I nostri punti di forza dipingono la Sicilia come terra di arte e cultura, come l’isola dei parchi e dell’ambiente, dell’archeologia e del benessere. Natura e cultura, secondo uno slogan inflazionato ma mai sfruttato appieno nella e dalla nostra regione. A questi elementi di ricchezza fanno da contraltare i punti di debolezza che spesso purtroppo hanno preso il sopravvento tarpando le ali alla crescita della Sicilia. Abbiamo la ricchezza ma non riusciamo a fruirne. Cattiva gestione politica, mafia e criminalità in genere, deficit sul piano dell’organizzazione territoriale e su quello della promozione, difficoltà di tipo strutturale: penso, per esempio, al problema dei trasporti e degli stessi semplici spostamenti interni.
La nostra presunzione porta ad affermare che di turismo si può vivere, anzi si deve vivere. Il turismo ci può dare lavoro e ricchezza.
Per questo non si può più perdere tempo con le chiacchiere. Il tempo delle parole è terminato: occorre agire! E’ necessario attuare una moderna politica turistica mediterranea che conduca allo sviluppo integrato Europa-Africa, occorre studiare e concretizzare un adeguato marketing del turismo indirizzato all’offerta e centrato sulla domanda, è indispensabile che la nostra classe politica pensi ad una legislazione efficace ed agile che rimuova ostacoli e difficoltà invece di ingigantire i problemi. Fondamentale poi è da considerare l’azione degli enti locali che dovrebbero, in primo luogo, assicurare il controllo e la salvaguardia del territorio ed adoperarsi per un’adeguata politica della mobilità interna, piuttosto che elargire finanziamenti agli “amici degli amici” che non portano a risultati per la pubblica utilità e deprimono gli sforzi di quei piccoli imprenditori che vorrebbero puntare sull’innovazione e la qualità dei servizi ma spesso si arrendono per mancanza di sostegno ed incentivi.
L’auspicio è che si promuova quindi un turismo sostenibile che punti, non solo alla tutela e alla valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, ma anche a conciliare i diversi interessi di coloro che vivono e lavorano nel territorio, con coloro che scelgono la Sicilia come meta ideale per trascorrere il proprio tempo libero.

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Mezzo secolo di cultura. Auguri a Bonanno Editore

Pubblicato su Oblo.it
di Salvo Longo – 9 Dicembre 2010

Una storia importante da ricordare. Cinquanta candeline spente voltando indietro lo sguardo per l’ottimo lavoro svolto ma pensando al prossimo futuro che già si preannuncia ricco di ambiziose sfide. La Bonanno Editore decide di festeggiare a Catania nella sede del Palazzo della Cultura, quasi a consacrare le sue origini fortemente radicate in Sicilia. La storia cominciò proprio in provincia di Catania nella nobile, colta ed elegante Acireale, che oggi forse avrebbe bisogno di un forte sussulto d’animo per tornare tale. Gli inizi negli anni Sessanta furono caratterizzati dal forte impegno nel campo della storia del Risorgimento. Autori, per esempio, come Ghisalberti, Spadolini, Frosini e Romeo, contribuirono non poco a far emergere la casa editrice nel panorama culturale nazionale. Oggi la missione continua, tanto nel campo storico quanto in quello politico-sociale e letterario, con una forte caratterizzazione nell’ambito degli studi sociali. Da diversi anni, tra l’altro, la Bonanno collabora con numerose Università italiane ed è l’editrice di riferimento del DAPPSI (Dipartimento di Analisi dei Processi Politici, Sociali e Istituzionali) e del Dipartimento di Processi Formativi dell’Università catanese.
Una festa totalmente riuscita, un successo anche di pubblico, composto da intellettuali, politici, giornalisti, scrittori o semplicemente amici del gruppo editoriale, che si sono voluti stringere attorno al suo timoniere Mauro Bonanno e a tutto lo staff che lo collabora. Nel corso della serata il giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso, che ha condotto affabilmente l’incontro, e lo stesso editore, visibilmente emozionato, hanno raccontato le principali tappe percorse dal nonno e dal papà di Mauro, grandi iniziatori e promotori della casa editrice, e gli incontri importanti con figure di spicco della cultura isolana come Leonardo Sciascia e Giuseppe Giarrizzo. Un’occasione anche per parlare dei prossimi progetti, naturalmente legati sempre indissolubilmente alla diffusione della cultura in Italia e alla valorizzazione del patrimonio storico, culturale e sociale della Sicilia.

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In prima fila contro il diabete

Un talk show itinerante che affronta in modo nuovo e interattivo il tema del controllo del diabete.
Venerdì 3 dicembre alle ore 19.30 presso il Piccolo Teatro a Catania fa tappa l’iniziativa “In prima fila contro il diabete”. La serata si svolgerà alternando dibattiti tra medici, pazienti ed esperti a momenti caratterizzati da contributi dal mondo del cinema, del teatro e della poesia legati al cibo, alla dieta e allo stile di vita. L’ingresso è libero, basta prenotarsi al n. di telefono 0516493982 negli orari 9/13 e 14/18. L’incontro è moderato da Franco Di Mare con la collaborazione del cabarettista Pierfrancesco Poggi. Interverranno Giuseppe Calaciura, dir.gen. azienda san. prov. di Catania, Maurizio Di Mauro, professore associato Policlinico di Catania, Salvatore Giuffrida, dir.gen. azienda san. prov. Di Messina, Domenico Grimaldi, presidente Federazione Italiana Medici di Famiglia di Catania, Angelo Pellicanò, dir.gen. azienda ospedaliera Garibaldi di Catania e Sebastiano Squatrito, ordinario dell’Università di Catania. L’iniziativa è promossa dalla casa farmaceutica Takeda Italia.

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Riprendiamoci Catania

Non è più il caso di continuare così.
I due agguati di ieri in pieno giorno in due zone molto frequentate dimostrano che Catania è ripiombata nel terrore e nell’anarchia che hanno caratterizzato gli anni più bui della città. Il degrado iniziato ormai da diversi anni è completo. E’ un decadimento culturale, sociale, politico, umano. Non si tratta di mafia ma di malgoverno. Per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione precisiamo che non è un problema di partiti di centro, di destra o di sinistra. Li mettiamo tutti in un grande pentolone perché non esiste più il centro, la destra, la sinistra. E’ inutile negarlo: la c.d. “seconda Repubblica” si è rivelata di gran lunga peggiore della “prima”. Il bene comune è diventato interesse individuale e, cosa ancora più grave, ogni metodo è lecito pur di soddisfare gli appetiti bestiali dei politici di professione. Nei posti di potere siedono così uomini incapaci, menefreghisti, egoisti, spietati. La città è allo sfascio. Sporca, degradata, buia, con strade a groviera. Chiudono, invece di fiorire, le attività commerciali. La movida etnea è solo una pallida brutta copia di quella frizzante, vitale e dirompente di più di un decennio fa. Chiudono le edicole, nessuno legge più ed è la grande distribuzione ad imporre ciò che si può e si deve comprare. I giovani scappano e quelli che restano perdono l’entusiasmo e la speranza. La maleducazione è imperante perché in città regna l’assoluta anarchia. Ad ogni semaforo poveri diavoli ti fanno perdere le staffe: se dovessimo dare 10 centesimi ad ogni richiesta dovremmo quantomeno prendere lo stesso stipendio dei nostri politici. I posteggiatori abusivi chiedono il pizzo con minacce neanche tanto velate. Gli ambulanti non autorizzati prendono d’assedio le nostre strade recando un danno serio ai commercianti e agli stessi ambulanti che esercitano legalmente. Gli scippi e le violenze aumentano dando un duro colpo anche all’immagine turistica di Catania. I bulli sono solo l’ultimo fenomeno dilagante di una crescita della microcriminalità che non lascia ben sperare per il futuro. Adesso si torna a sparare e per giunta in mezzo alla gente. Dobbiamo continuare così?
Forse è il caso di riprenderci la nostra città. I fatti di ieri dovrebbero scuoterci le coscienze, darci la consapevolezza che il vaso è colmo. Chi amministra la città? Chi controlla il territorio? Chi ci protegge? Perchè abbiamo servizi da terzo mondo? Perché funzionari e burocrati calpestano i nostri diritti, perché non dobbiamo avere una città pulita, ordinata, sicura? Perché i turisti non possono fruire delle immense ricchezze che abbiamo?
Rivolgiamo tutte queste domande a chi detiene il potere di cambiare, migliorare questa situazione.
Pungoliamo le Istituzioni, facciamo sentire la nostra rabbia a questi signori che ci governano, ricordiamo loro che occupano quei posti per Servirci, per rappresentare i Nostri interessi.
Riprendiamoci Catania!

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Winebar a Catania: si parla di Katane

È online la nuova puntata girata a Catania della trasmissione televisiva Winebar ( Sky ed emittenti del circuito).
Tra gli ospiti della trasmissione ideata e condotta da Giuseppe Maria Galliano, Salvo Longo, direttore della rivista Katane, Evelin Famà,
attrice cabarettista, Vittorio Ribaudo, pittore, Ketty Governali, attrice, Luca Butera, cantante, Agata Locerto, cantautrice, Sergio Manenti, sciabolatore.

Ecco il link:
http://www.winebarshow.it/home/index.php/streaming-online-2010/186-arte-di-essere-o-di-apparire-cosi-e-se-vi-pare-omaggio-a-luigi-pirandello

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Auguri Katane!

Katane, il mensile d’informazione e cultura nato per promuovere e valorizzare le risorse nel nostro territorio spegne la sua prima candelina. E’ trascorso, infatti, un anno dalla pubblicazione del numero zero del mensile d’informazione e cultura che aiuta a conoscere meglio Catania, la sua provincia e la Sicilia tutta. Era il gennaio 2009 quando nelle edicole e in alcune librerie della città etnea e della sua provincia faceva capolino questa novità assoluta: una pregevole rivista volta alla promozione e valorizzazione delle enormi risorse che l’isola del sole offre. Parole e immagini per raccontare ogni aspetto positivo della Sicilia e di Catania in particolare: la storia, le tradizioni, i monumenti, i paesaggi, gli uomini illustri, la cucina, la natura tra il mare e sua maestà l’Etna, la Montagna. Subito la rivista viene apprezzata dai catanesi, e non solo. Testi semplici, asciutti ma rigorosi, corredati da stupende fotografie, grafica accattivante ed elegante, stampa di qualità, prezzo competitivo (euro 2.10), Katane già a febbraio vola a Milano ospite alla BIT nello stand della Provincia Regionale di Catania. Nato grazie all’impegno dell’Associazione Culturale “petraLavika” presieduta dal documentarista e regista Salvatore Nuccio Narcisi, il mensile è diretto dal giornalista Salvo Longo. In occasione del suo primo compleanno Katane propone l’intera collezione delle riviste del 2009 ad un prezzo veramente speciale: solo 19.90 euro.

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A Catania si balla contro la mafia

Pubblicato su 2duerighe il 08/09/2008

 

di Salvo Longo

 

 

 

 

Piazza Palestro, il “Fortino” per i catanesi, una delle zone simbolo del degrado sociale della città. Teatro in passato di eventi criminosi, ieri occupata pacificamente da un migliaio di giovani ballerini festanti e da diversi cittadini che hanno partecipato attivamente appoggiando l’iniziativa del Teatro Massimo. Una “Dance Attack”, come è stata chiamata: una sorta di contrattacco all’illegalità e alla mafia con la cultura e la danza.

Protagonisti più di mille giovani e giovanissimi, selezionati da oltre venti scuole di ballo catanesi, che con le loro coreografie, con la loro freschezza e vivacità, con l’incedere dei loro passi di danza moderna, hanno gridato la voglia di vivere liberi, senza condizionamenti e all’insegna della giustizia e della legalità.

La nota stonata c’è stata. E ha fatto molto chiasso. Un centinaio di giovani ballerini tra i 14 e i 18 anni, dopo aver dato la propria adesione non si sono presentati ai nastri di partenza. Tutti provenienti da una stessa scuola di ballo di una zona c.d. “a rischio”. Alcuni di loro hanno poi raccontato piangendo agli organizzatori di non aver avuto dai genitori il permesso di partecipare.

 Antonio Fiumefreddo, sovrintendente del Teatro e artefice del logo “Arte Nostra contro Cosa Nostra”, ha voluto dedicare a questi giovani, costretti dai genitori a rimanere a casa, la “Dance Attack”.

 Noi riteniamo, invece, che la giornata sia da dedicare proprio ai genitori di questi ragazzi. Perché direte voi? Perché proprio grazie a loro si è parlato tanto di un’iniziativa che probabilmente, se fosse filato tutto liscio, sarebbe passata in sordina. Queste famiglie, che hanno negato ai propri figli di schierarsi contro la mafia, forse per paura, forse per manifestare apertamente il loro consenso a Cosa Nostra, hanno involontariamente contribuito fortemente al successo della manifestazione.

Ne hanno parlato tutti. Cittadini, giornali e televisioni. Il fatto è entrato nelle nostre famiglie ed è diventato tema di discussione. L’esatto contrario di ciò che vuole la mafia: silenzio e indifferenza.

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Arte, cultura e solidarietà

Pubblicato su 2duerighe il 12/06/2008           di Salvo Longo
Successo a Catania della terza edizione del Premio Santi Correnti organizzato dall’Associazione Culturale “L’Elefantino”

Sicuramente uno dei pochi casi, se non l’unico, in cui un Premio è intitolato ad una persona vivente. Ci riferiamo al Premio “Santi Correnti” giunto quest’anno alla terza edizione, istituito dall’Associazione Culturale catanese “L’Elefantino” proprio per onorare il grande storico della Sicilia, direttore dell’Istituto Siciliano di Cultura Regionale e della Rivista Storica Siciliana. E lui, ultra ottuagenario, non poteva mancare a questa bella festa di Sicilia e di siciliani che si distinguono e ottengono brillanti risultati nel campo umanitario, artistico e scientifico.

In prima fila con l’inseparabile coppola, che alzava e sbandierava ogniqualvolta era chiamato in causa, il professore non ha lesinato citazioni e perle della sua saggezza duettando più volte con la giornalista Stefania Bonifacio, madrina della serata nonché presidente inesauribile dell’associazione “L’Elefantino”. Il Premio Santi Correnti è appunto organizzato dall’associazione in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, la Provincia Regionale, il Comitato Provinciale dell’Unicef e da quest’anno con il Fondo Siciliano per la Natura. Teatro della cerimonia, svoltasi l’8 giugno, l’Aula Magna della Facoltà d’Ingegneria di Catania.

Dopo un piacevole inizio musicale con la chitarra di Daniele Ferlito a fare da protagonista si è entrati subito nel vivo della cerimonia con la proiezione dei video ad illustrare le biografie e le attività professionali di ciascun premiato e la successiva consegna dell’“Elefantino”. In dodici quest’anno hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Si tratta della prof.ssa Annamaria Amitrano per le Scienze antropologiche, dell’avv. Domenico Azzia per le Relazioni culturali internazionali, della dott.ssa Laura Barone per la Medicina, del maestro Alfredo Cavallaro per l’Arte pittorica, del dott. Franco Cassata per l’Attività giuridica e antropologica, del dott. Antonino Finocchiaro per la Ricerca scientifica, del prof. Luigi Fortuna per la Ricerca scientifica, del sacerdote Angelo Grasso per le Azioni umanitarie, del violinista Antonino Macrì per la Musica, del dott. Pietro Mineo di Montelauro per le Azioni umanitarie, del regista Salvatore Nuccio Narcisi per la produzione di documentari e opere multimediali sulla Sicilia e del prof. Peppino Pellegrino per le Humanae Litterae.

Tra una premiazione e l’altra, la giornalista Stefania Bonifacio con i suoi associati ha intrattenuto i numerosi intervenuti spiegando i significati simbolici delle figure presenti nelle carte da gioco siciliane e regalando varie curiosità storiche. Ma il Premio Santi Correnti, come ha sottolineato la conduttrice della serata e presidente dell’associazione, si connota anche per la sua valenza sociale.

Quest’anno, gli organizzatori hanno devoluto i proventi ricavati dai sostenitori del Premio ai genitori di Francesco e Vittorio Ragonese, due bambini catanesi affetti da tetraparesi spastica sin dalla nascita. Un piccolo contributo per supportare le continue spese dei genitori per visite e cure mediche.

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