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A Milano per la prima volta in Italia l’artista cinese Cao Tianwen

La mostra del “ maestro pittore del bambù” organizzata da Big Eyes Vision International sarà visitabile dal 23 al 29 ottobre

Tianwen dipinge

Il maestro Cao Tianwen all’opera

La Cina è vicina. Grande prima in Italia per le opere dell’artista Cao Tianwen, famoso per i suoi caratteristici dipinti del bambù.

Dal 23 al 29 ottobre 2017 sarà la città di Milano a presentare l’atteso “Bambo Dream” –  Mostra tradizionale d’arte cinese che segnerà l’esordio artistico di Tianwen nel nostro Paese.

Ad organizzare l’evento di notevole spessore artistico e culturale la società Big Eyes Vision International, in collaborazione con la Galleria Spazio Libero e l’Associazione CuriArte Milano.

Sotto la direzione artistica di Zhao Xiang Wu, la mostra di Cao Tianwen sarà inaugurata lunedì 23 ottobre all’interno della Galleria Spazio Libero 8 – Alzaie Naviglio Pavese 8 a Milano.

“Solo quando i tuoi dipinti di bambù gloriosi brillano nella storia, allora puoi svegliarvi dal tuo sogno” Con queste parole,  Cao Tianwen esalta la forza dei suoi dipinti del bambù, condividendo la flessibilità in tempi antichi e moderni, e intersecando tra romanzo e familiarità.

Tianwen all'opera

I famosi bambù, tema ricorrente in Cao Tianwen

Appoggiandosi alla pietra o alla riflessione della luce della luna, ricoperta di pioggia e rugiada o di vento e neve, il grassetto bambù e le sue foglie verticali, essendo in una varietà di composizioni di immagini e di luce tremolante, forniscono un nuovo senso di bellezza e ambiguità dal sapore poetico e rivelano il loro grandioso etere e il nimbo vivace.

Il suo stile rudimentale è stato formato nell’intimità intrecciata nella familiarità e nel moderno combinato con l’antico.

Cao Tianwen dipinto

Dipinto di Cao Tianwen

Cao Tianwen, nato a Ningyang, Shandong, si è laureato presso le Belle Arti del Qufu College of Education. È membro della Associazione degli Artisti Cinesi, decano dell’Accademia di Pittura e Calligrafia di Huayuan a Pechino, nonché Dean dell’Accademia Taishan della Pittura Cinese.

Orchidee, bambù e paesaggistica in generale sono i temi preferiti dall’artista cinese. Ad oggi, oltre cento sue opere sono state pubblicate su più di 50 giornali cinesi. Ha ricevuto numerosi onori a livello internazionale ed è stato anche rappresentato nei media diverse volte.
Cao Tianwen è ritenuto un artista di livello internazionale completo che spazia dalla calligrafia alla pittura, dalla sabbia viola all’arte della ceramica. Le sue opere sono esposte in collegi, musei e anche in collezioni private e riscontrano sempre grande successo nelle più importanti case d’aste cinesi.

La società organizzatrice dell’evento “Big Eye Vision International nasce dall’esperienza di professionisti esperti in diversi settori e risponde a diversi bisogni offrendo una vasta gamma di servizi sia ad aziende sia ad associazioni no profit:

  • ideazione ed organizzazione di eventi
  • campagne di comunicazione
  • progettazione materiale di comunicazione
  • marketing e sviluppo di operazioni commerciali di import ed export.
Locandina evento mostra Cao Tianwen

La locandina dell’evento

 

CAO TIANWEN: Bamboo dream – Mostra tradizionale d’arte cinese

23-29 ottobre 2017

Galleria Spazio Libero 8 – Alzaie Naviglio Pavese 8 Milano

Evento ad invito aperto

Contatti stampa: Zhao Xiang Wu, curatore della mostra

Zhaoxiangwu@gmail.com

 

Salvo Longo

www.ufficiostampaecomunicazione.com

 

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Quale turismo in Sicilia?


Fiumi di parole sul turismo siciliano. Basta! Occorrono i fatti. La nostra terra potrebbe vivere solo grazie allo sviluppo di questo settore ma si continua a perdere tempo.
Di chi è la colpa? Della classe politica? Della classe imprenditoriale? Di noi tutti, capaci solo di lamentarci ma poi incapaci di rispettare e valorizzare le enormi potenzialità e risorse che la Trinacria offre?
Probabilmente, naturalmente in diversa misura, le responsabilità possono essere divise tra tutti i siciliani. Però, cerchiamo di guardare avanti: in tempi di crisi internazionale sarebbe ancora più insensato perdere ulteriore tempo. Non solo abbiamo dalla nostra parte tutte le risorse per risorgere ma potremmo finalmente lanciarci all’interno dell’area mediterranea come punto di riferimento per le altre regioni.
I nostri punti di forza dipingono la Sicilia come terra di arte e cultura, come l’isola dei parchi e dell’ambiente, dell’archeologia e del benessere. Natura e cultura, secondo uno slogan inflazionato ma mai sfruttato appieno nella e dalla nostra regione. A questi elementi di ricchezza fanno da contraltare i punti di debolezza che spesso purtroppo hanno preso il sopravvento tarpando le ali alla crescita della Sicilia. Abbiamo la ricchezza ma non riusciamo a fruirne. Cattiva gestione politica, mafia e criminalità in genere, deficit sul piano dell’organizzazione territoriale e su quello della promozione, difficoltà di tipo strutturale: penso, per esempio, al problema dei trasporti e degli stessi semplici spostamenti interni.
La nostra presunzione porta ad affermare che di turismo si può vivere, anzi si deve vivere. Il turismo ci può dare lavoro e ricchezza.
Per questo non si può più perdere tempo con le chiacchiere. Il tempo delle parole è terminato: occorre agire! E’ necessario attuare una moderna politica turistica mediterranea che conduca allo sviluppo integrato Europa-Africa, occorre studiare e concretizzare un adeguato marketing del turismo indirizzato all’offerta e centrato sulla domanda, è indispensabile che la nostra classe politica pensi ad una legislazione efficace ed agile che rimuova ostacoli e difficoltà invece di ingigantire i problemi. Fondamentale poi è da considerare l’azione degli enti locali che dovrebbero, in primo luogo, assicurare il controllo e la salvaguardia del territorio ed adoperarsi per un’adeguata politica della mobilità interna, piuttosto che elargire finanziamenti agli “amici degli amici” che non portano a risultati per la pubblica utilità e deprimono gli sforzi di quei piccoli imprenditori che vorrebbero puntare sull’innovazione e la qualità dei servizi ma spesso si arrendono per mancanza di sostegno ed incentivi.
L’auspicio è che si promuova quindi un turismo sostenibile che punti, non solo alla tutela e alla valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, ma anche a conciliare i diversi interessi di coloro che vivono e lavorano nel territorio, con coloro che scelgono la Sicilia come meta ideale per trascorrere il proprio tempo libero.

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Arte, cultura e solidarietà

Pubblicato su 2duerighe il 12/06/2008           di Salvo Longo
Successo a Catania della terza edizione del Premio Santi Correnti organizzato dall’Associazione Culturale “L’Elefantino”

Sicuramente uno dei pochi casi, se non l’unico, in cui un Premio è intitolato ad una persona vivente. Ci riferiamo al Premio “Santi Correnti” giunto quest’anno alla terza edizione, istituito dall’Associazione Culturale catanese “L’Elefantino” proprio per onorare il grande storico della Sicilia, direttore dell’Istituto Siciliano di Cultura Regionale e della Rivista Storica Siciliana. E lui, ultra ottuagenario, non poteva mancare a questa bella festa di Sicilia e di siciliani che si distinguono e ottengono brillanti risultati nel campo umanitario, artistico e scientifico.

In prima fila con l’inseparabile coppola, che alzava e sbandierava ogniqualvolta era chiamato in causa, il professore non ha lesinato citazioni e perle della sua saggezza duettando più volte con la giornalista Stefania Bonifacio, madrina della serata nonché presidente inesauribile dell’associazione “L’Elefantino”. Il Premio Santi Correnti è appunto organizzato dall’associazione in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, la Provincia Regionale, il Comitato Provinciale dell’Unicef e da quest’anno con il Fondo Siciliano per la Natura. Teatro della cerimonia, svoltasi l’8 giugno, l’Aula Magna della Facoltà d’Ingegneria di Catania.

Dopo un piacevole inizio musicale con la chitarra di Daniele Ferlito a fare da protagonista si è entrati subito nel vivo della cerimonia con la proiezione dei video ad illustrare le biografie e le attività professionali di ciascun premiato e la successiva consegna dell’“Elefantino”. In dodici quest’anno hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. Si tratta della prof.ssa Annamaria Amitrano per le Scienze antropologiche, dell’avv. Domenico Azzia per le Relazioni culturali internazionali, della dott.ssa Laura Barone per la Medicina, del maestro Alfredo Cavallaro per l’Arte pittorica, del dott. Franco Cassata per l’Attività giuridica e antropologica, del dott. Antonino Finocchiaro per la Ricerca scientifica, del prof. Luigi Fortuna per la Ricerca scientifica, del sacerdote Angelo Grasso per le Azioni umanitarie, del violinista Antonino Macrì per la Musica, del dott. Pietro Mineo di Montelauro per le Azioni umanitarie, del regista Salvatore Nuccio Narcisi per la produzione di documentari e opere multimediali sulla Sicilia e del prof. Peppino Pellegrino per le Humanae Litterae.

Tra una premiazione e l’altra, la giornalista Stefania Bonifacio con i suoi associati ha intrattenuto i numerosi intervenuti spiegando i significati simbolici delle figure presenti nelle carte da gioco siciliane e regalando varie curiosità storiche. Ma il Premio Santi Correnti, come ha sottolineato la conduttrice della serata e presidente dell’associazione, si connota anche per la sua valenza sociale.

Quest’anno, gli organizzatori hanno devoluto i proventi ricavati dai sostenitori del Premio ai genitori di Francesco e Vittorio Ragonese, due bambini catanesi affetti da tetraparesi spastica sin dalla nascita. Un piccolo contributo per supportare le continue spese dei genitori per visite e cure mediche.

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In provincia di Catania apre il Parco dell’Arte

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Arte Oblo.it


di Salvo Longo – 10 Giugno 2008

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Opera di Valeriano Trubbiani

Un museo a cielo aperto. In mezzo al verde, al confine tra i comuni di San Giovanni La Punta e Catania, nascono il Parco dell’Arte e l’annessa Galleria d’Arte Contemporanea della Fondazione La Verde-La Malfa. Sabato 14 giugno la conferenza stampa di presentazione mentre l’inaugurazione ufficiale è prevista per la settimana successiva, il 21 giugno, alla presenza del sindaco di San Giovanni La Punta, Andrea Messina. Madrina d’eccezione, la scultrice e pittrice Elena La Verde, che da anni lavora alla realizzazione del progetto. Le Lune, Le grandi scale, La ragnatela, Gli amanti, L’Ascesa, sono solo alcune delle opere presenti nel Parco che si distende su una superficie di diversi ettari. Le opere provenienti da eventuali donazioni saranno collocate all’interno della struttura a spese e cura della Fondazione. Ultimamente è stata acquisita l’opera Falco, di Giusto Sucato, un’installazione di oltre 4 metri di altezza. Altri artisti si aggiungeranno alla lista.

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L’Ulisse di Ugo Attardi

Hanno già assicurato la donazione di una loro opera alla Fondazione, Salvatore Provino, Turi Sottile, Enzo Sciavolino, Franco Mulas, Luciana Anelli, Orazio D’Emanuele, Franco Spena, Aurelio Caruso, Gilda Gubiotti, Franco Nocera, Pino Pingitore, Antonino G. Perricone e Antonella Affronti. Queste donazioni arricchiranno la pinacoteca della Fondazione e si aggiungeranno ad opere di artisti del calibro di Ugo Attardi, Emilio Greco, Arman, Domenico Lazzaro, Girolamo Ciulla, Antonio e Tano Brancato, Valeriano Trubbiani, Elena La Verde, Sebastiano Milluzzo, Antonio Sciacca, Trento Longaretti, Aurelio Bulzatti, Remo Brindisi, Silvio Marchese, Giuseppe Platania e altri.

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Il grillo di Elena La Verde

Il Parco dell’Arte, pur avendo natura privata, sarà aperto al pubblico di volta in volta in orari da stabilire con gli interessati. Enti pubblici, organizzazioni, associazioni e scuole che intendano visitare la struttura potranno telefonare ai numeri 095 7178155 o 338 5078352 e mettersi d’accordo per il giorno e l’orario.

Il Parco si trova in via Pietro Nicolosi, 29 in zona Trappeto a San Giovanni La Punta. Alla serata inaugurale interverranno i critici d’arte Aldo Gerbino e Giuseppina Radice che faranno il punto sulla Fondazione La Verde- La Malfa e il critico d’arte Davide Bianco che presenterà la mostra di sculture e installazioni di Elena La Verde.

Per maggiori informazioni: www.elenalaverde.it
ilparcodellarte@elenalaverde.it

 

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Il genio di Salvador Dalì in mostra a Catania

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Arte,

Cultura Oblo.it


di Salvo Longo – 18 Febbraio 2008

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Elefante cosmico

Io non racconto allucinazioni. Le provoco. In questa celebre frase di Salvador Dalì (1904-1989) c’è molto del suo spirito d’artista. Un uomo eccentrico, originale, stravagante, le cui opere hanno generato spesso giudizi contrastanti da parte della critica, ma che è considerato uno dei personaggi più importanti nella storia dell’arte del Novecento. A Catania è stata inaugurata nei giorni scorsi una mostra in suo onore con oltre 250 opere, tra pitture e sculture, realizzate dal maestro catalano. L’esposizione allestita nel padiglione C2 del Centro culturale “Le Ciminiere” di Viale Africa darà la possibilità ai visitatori fino al 2 aprile di avvicinarsi all’arte di uno dei massimi esponenti del surrealismo.

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Hombre sobre delfin

L’iniziativa è stata promossa dalla Provincia Regionale di Catania in sinergia con la Fondazione Metropolitan di Milano. Alla cerimonia d’inaugurazione è intervenuto, tra gli altri, il Presidente della Provincia di Catania, Raffaele Lombardo, che ha sottolineato come la città, grazie ad eventi prestigiosi e di grande valore artistico come questo, torni ad essere il cuore pulsante della cultura mediterranea.

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Salvador Dalì

In esposizione 21 sculture originali in bronzo, appartenenti alla collezione Clot, oltre a 250 opere, tra acqueforti e litografie, dedicate ai temi della Sacra Bibbia, al “Perseo”, alle “Hippies”. Tra le opere più note si potranno ammirare “Elefante cosmico”, “Trajano a caballo”, “Hombre sobre delfin” e “Alma del Quijote”. Si tratta di lavori realizzati da Dalì negli anni Sessanta e Settanta, nel periodo di sofferta creatività che precedette il silenzio artistico del maestro spagnolo. La mostra (ingresso libero) è aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

 

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Sant’Agata, a Catania opere da tutto il mondo

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Arte Oblo.it


di Salvo Longo – 31 Gennaio 2008

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Dipinti, sculture, pezzi d’oreficeria, reperti archeologici, stampe e documenti che hanno come comune denominatore Sant’Agata. A Catania in esposizione oltre 250 opere d’arte provenienti dai maggiori musei di tutto il mondo. La mostra dal titolo “Agata Santa: storia, arte e devozione” ha aperto i battenti il 29 gennaio e rientra nel ricco programma di festeggiamenti che la città ha organizzato proprio in onore della sua amata Patrona. Sant’Agata è una delle martiri della cristianità più venerate ed è stata nel corso dei secoli fonte d’ispirazione di molti artisti. Tra i martiri subiti dalla Vergine Patrona della città etnea anche la mutilazione del seno dopo che la giovane rifiutò di concedersi al proconsole romano. In mostra anche reperti archeologici della Catania romana teatro dei fatti, oltre a dipinti e sculture provenienti dal Louvre e dal Moreau di Parigi, dai Musei Vaticani e dalla Galleria Borghese di Roma, dal Museo di San Marco di Firenze, dall’Art Gallery di York (Inghilterra) e dall’Heritage National Museum di Malta. Diverse opere sono state prestate dalle istituzioni ecclesiastiche di tutto il territorio nazionale. Tra i dipinti che i visitatori potranno ammirare ci sono la magnifica pala dell’Oratorio del Rosario di Palermo del maestro fiammingo Anthony Van Dyck e persino il Martirio di Sant’Agata di Giovan Battista Tiepolo, realizzato per la Basilica di Sant’Antonio a Padova. Ma anche opere del Bergognone (da Bergamo), di Bernardino Luini (da Roma), di Jacopo Ligozzi (da Piazza Armerina). Tra i reperti archeologici l’Iscrizione di Iulia Florentina, tra le più antiche testimonianze cristiane al mondo, trovata a Catania nel 1730 ma esposta nel museo parigino del Louvre e l’Efebo di Selinunte.

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Curatore della mostra per l’Arcidiocesi, Gilberto Algranti, presidente di Teknè (Milano) e per la Regione Siciliana, Gesualdo Campo, soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Catania. Uno dei primi visitatori è stato il critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha apprezzato e applaudito l’iniziativa. L’assessore alla Cultura del Comune di Milano, accompagnato da Gilberto Algranti, ha seguito con interesse il percorso della mostra che ha come sedi principali il Museo Diocesano, la Chiesa di San Francesco Borgia e la Chiesa di San Placido. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 4 maggio. Eccezionalmente per i giorni clou delle manifestazioni agatine, il 3, 4 e 5 febbraio, resterà aperta giorno e notte.

 

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L’eroismo di una vita normale

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Cinema Oblo.it


di Salvo Longo – 28 Dicembre 2007

L’agguato scatta il 21 settembre del 1990, poco dopo le 8.30 del mattino. Il giudice Rosario Livatino procede con la sua Ford Fiesta color bordeaux lungo la strada statale che da Canicattì conduce ad Agrigento. Lo aspetta un’altra giornata di duro lavoro al Tribunale ma la vita del giovane magistrato, 38 anni, viene spezzata barbaramente. Alcuni sicari lo affiancano a bordo di una Fiat Uno e di una motocicletta e gli scaricano addosso numerosi colpi di pistola. Livatino esce dall’auto e tenta una disperata fuga per i campi circostanti ma viene raggiunto e finito con altri quattro colpi.

L'auto di Livatino

Il film documentario “Luce Verticale” Rosario Livatino. Il martirio del regista Salvatore Presti ripercorre in 48 minuti tutta la sua vita, attraverso i volti e le voci di chi lo ha amato e conosciuto. Uno degli obiettivi dell’autore è quello di tracciare con fedeltà le linee fondamentali della figura del giovane magistrato. Per questo si avvale delle testimonianze dirette e sofferte dell’avvocato Vincenzo Livatino, papà di Rosario. E ancora dei ricordi della professoressa di greco Ida Abate e dell’anziano professore di filosofia, comunista di vecchio stampo, che nella sua stanza conserva foto e lettere di Livatino e del collega Luigi D’Angelo, oggi presidente della Corte d’Assise di Agrigento che non è d’accordo con chi ha definito Livatino un giudice ragazzino sprovveduto. Anche il prete Vincenzo Restivo, che è stato insegnante di religione del magistrato, offre un ritratto tenero del suo allievo e descrive il clima torbido di quel periodo.

Salvatore Presti

Per interpretare Rosario Livatino è stato scelto Francesco Giuffrida, l’attore siciliano scoperto da Gianni Amelio per il film “Così ridevano” e reso noto al grande pubblico dalla fiction televisiva “Carabinieri”. La musica è affidata a Danilo Rea, pianista jazz, nonché musicista di fiducia di Mina, e Maurizio Martusciello, che ha collaborato a diversi progetti musicali internazionali per il cinema e il teatro.

Il regista fa rileggere a Riccardo Mei appunti e pensieri che Livatino scriveva sulle sue agende mentre affida a Alberto Rossatti l’interpretazione di letture teologiche.

La fotografia è firmata da Roberto Busà e Marcello Trovato, quest’ultimo autore anche del montaggio. Il film documentario è stato prodotto da “Sicilia Fantastica” e ACV Arte Comunicazione Visiva.

Salvatore Presti è nato a Fondachelli Fantina in provincia di Messina nel 1965. Autore di numerosi cortometraggi, per oltre dieci anni ha lavorato come regista a Rai Educational. Il film su Livatino può considerarsi la sua opera prima.

Presti dal Papa

La buona notizia – dichiara il regista – è che finalmente, con la collaborazione dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana e della Sicilia Film Commission, il film nel 2008 sarà riversato in pellicola 35 mm. Questo ci consentirà una più agevole distribuzione sia nelle sale cinematografiche sia in versione home video. Sono in corso anche trattative per la messa in onda del lavoro sulle televisioni generaliste.

Prosegue intanto la presentazione del trailer in tutta Italia. Il film ha anche ottenuto già prestigiosi riconoscimenti come il primo premio nella sezione ritratti del Festival Internazionale Religion Today ( per approfondimenti http://www.religionfilm.com/). Il regista ne ha anche donato una copia al Papa.

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Monumentale presepe siciliano a Madrid

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Arte Oblo.it


di Salvo Longo – 14 Dicembre 2007

Un monumentale presepe di Caltagirone in questi giorni fa bella mostra di sé a Madrid. Inaugurato nei giorni scorsi, infatti, “el belen” come viene chiamato appunto il presepio dagli spagnoli, resterà aperto ai visitatori fino al giorno dell’Epifania. L’iniziativa è stata promossa dall’Amministrazione provinciale di Catania presieduta da Raffaele Lombardo, in collaborazione con l’Azienda Provinciale per il Turismo e l’Ufficio di rappresentanza dell’Ente Nazionale del Turismo. Ospitata nei saloni del Centro Culturale “Casa del Reloj” della capitale, la pregevole opera che rappresenta il “mistero della natività” è stata realizzata dall’Associazione culturale calatina Sikelia ed in particolare dalle mani sapienti ed esperte di Toto Di Caudo in collaborazione con altri maestri artigiani di Caltagirone. Un presepe spettacolare grande più di sessanta metri quadrati dove i pastori sono i protagonisti assoluti dediti al lavoro e alle semplici “faccende” della vita quotidiana. Fiumi che scorrono, cieli stellati e affascinanti paesaggi naturali costituiscono un’imponente scenografia che rimanda ai tempi lontani, al vero Natale siciliano, vissuto come momento di aggregazione e me raviglia per Gesù che nasce. A tagliare il nastro dell’esposizione sono stati Maria Dolores Navarro, delegata del sindaco di Madrid, Pier Giorgio Sacco, consigliere dell’Ambasciata italiana a Madrid, Antonio Belcuore, Commissario dell’Apt di Catania e Giuseppe Cutuli e Fabio Roccuzzo, vice presidenti del Consiglio provinciale catanese. Il presepio siciliano è stato inserito nel calendario ufficiale delle manifestazioni che la capitale spagnola organizza ogni anno per le festività natalizie ed in un itinerario che pubblicizza i sette più importanti presepi della città, tra i quali, tra l’altro, è l’unico straniero.

 

Ma questa non è stata l’unica iniziativa per valorizzare la provincia di Catania in terra madrilena. In contemporanea, sempre nello stesso centro, si è svolto un interessante e partecipato Work Shop tra diversi artigiani e imprenditori catanesi e i “buyers”, cioè i più importanti operatori turistici spagnoli. Un’occasione per confrontarsi con un mercato, quello ispanico, che da qualche tempo fa registrare un crescente interesse per l’Italia e per la Sicilia in particolare.

 

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Etnafest 2008

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Musica,

Arte,

Cultura,

Spettacolo Oblo.it


di Salvo Longo – 14 Dicembre 2007

Carmen Consoli, direttrice artistica dell'Etnafest

Cultura, arte, musica e cinema. Presentata a Catania la rassegna Etnafest 2008, la manifestazione organizzata dalla Provincia Regionale e dall’Azienda Provinciale del Turismo di Catania. Tante le novità di quest’anno per una rassegna che aprirà i battenti il 17 dicembre e proseguirà con vari appuntamenti fino al mese di luglio. Accanto alle tradizionali tre sezioni riguardanti l’arte, il cinema e la musica, quest’anno se ne aggiunge una quarta dedicata esclusivamente alla “Musica Popolare” siciliana. Madrina e direttrice artistica di questa novità assoluta per Etnafest sarà Carmen Consoli. “Le nostre radici sono una grandissima ricchezza e mi sento onorata di far parte di questa squadra” -ha dichiarato la cantantessa in conferenza stampa. Sarà proprio lei, nell’unico concerto in cui sarà coinvolta in veste di musicista, a dare il via al Cartellone di Etnafest 2008. Il 17 dicembre, infatti, al Teatro Massimo l’artista catanese si esibirà sul palco insieme ai Lautari, Rita Botto, Alfio Antico, Mario Venuti e Kaballà.

Un programma che prevede ancora tanta musica nella sezione diretta da Gianni Morelenbaum Gualberto che farà arrivare a Catania artisti del calibro, tra gli altri, di Dave Burrel, Joey Baron, Max Raabe & Palast Orchestrer, Diana Reeves, Anthony Davis Quintet e Terry Jenoure’s Bejewelled.

Per la cultura e l’arte, il direttore artistico Angelo Scandurra proporrà undici appuntamenti che includono tra l’altro un omaggio ad Ignazio Buttitta nel decennale della morte, un recital Scupa che attraverso le carte da gioco ci racconta la storia della Sicilia, la lettura di alcune tra le più significativepagine scritteda Leonardo Sciascia e una mostra antologica dedicata a Francesco Messina.

La sezione Cinema diretta da Sebastiano Gesù offrirà la visione del film La valigia dei sogni di Luigi Comencini, una retrospettiva dedicata al regista francese Patrice Le Conte, realizzata in sinergia con il Centro Studi Cinematografici di Milano, e un’altra dedicata alla fotografa e regista catanese Giovanna Sonnino.

Insomma anche per il 2008, la manifestazione punta sulla qualità per continuare ad avere, come negli anni passati, riscontri positivi anche a livello internazionale.

Etnafest, infatti, è inserita ormai a pieno titolo da quattro anni tra le iniziative di maggior richiamo turistico e culturale della Sicilia.

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