Archivi del mese: maggio 2018

Mattarella continua a perdere tempo. Paese sempre più lacerato

Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Considerato che ne sto sentendo di tutti i colori da luminari, professori, presidenti, politici, giornalisti, cani e porci, come scemo del villaggio esprimo anch’io le mie corbellerie:
in Italia ci sono tre poli: centro destra, centro sinistra e 5Stelle.
Dalle urne nessuna coalizione è uscita con i numeri per governare.
Tra i tre poli, la coalizione di centro destra è quella che ha ottenuto più consensi. Tra i partiti il più votato è stato quello dei 5Stelle.


Secondo me Mattarella avrebbe dovuto già dalle prime consultazioni capire se ci fossero stati i numeri in Parlamento per incaricare Salvini, come leader della sua coalizione, per la formazione di un governo.
In caso contrario avrebbe dovuto ripassare la palla agli elettori.


Non mi piacciono in linea generale i governi tecnici.


Anche un governo reggente sul contratto tra Lega e 5Stelle non avrebbe rappresentato il voto degli italiani che si sono espressi per tre programmi differenti di tre poli differenti.


Detto questo, una volta incaricato Conte, è opinabile, per usare un eufemismo, la decisione del Presidente di mettere veti su chicchessia.
E’ a questo punto tanto inopportuna quanto inutile questa ulteriore convocazione di Cottarelli.


I commenti degli esponenti del PD che hanno seguito la rinuncia di Conte francamente disgustano e non si possono sentire.


Conclusioni: Mattarella ha perso e continua a perdere tempo.
Si sarebbe dovuto già decidere prima di tornare al voto.
Il Paese è ancora più diviso e lacerato.


Buona fortuna Italia…

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C’è molto da stare Allegri

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Max Allegri – Foto calciogazzetta.it

Quando fu scelto per allenare la Juve dopo il tris di scudetti di Conte rimasi di stucco.

Fui uno dei tanti tifosi scettici che espressero immediatamente disappunto e perplessità sulla decisione della Società.
Dopo il primo anno avevo già cambiato idea.
Adesso sono un grande estimatore dell’allenatore livornese. E’ entrato a pieno merito nella storia di questa squadra a suon di record.
Penso che sia riuscito ad ottenere ancora di più di quanto forse si sarebbe potuto chiedere ad una compagine forte ma non straordinaria come è stata la Juventus di questi ultimi anni.
Tanto di cappello, Mister!!! Ho sbagliato nettamente le mie valutazioni sulle sue indubbie capacità e doti.
Detto questo, ancora oggi non è scattata quella scintilla che trasforma la stima e il riconoscimento di un grande professionista in quel quid in più che ti porta quasi ad adorare una persona.
Sono cose inspiegabili.
Per esempio, il mio cuore bianconero palpita ancora ogni qualvolta vedo il Trap

 

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