Cercasi nuova classe dirigente


L’Italia affonda. Nella realtà e nella metafora. Natura ed economia insieme per mettere in ginocchio il Bel Paese. Ma dal dolore di Genova nasce la speranza di un’Italia migliore. Ancora una volta, come sempre è accaduto dopo le calamità naturali che ci hanno investito, la solidarietà è diventata la vera protagonista. In molti sono accorsi a Genova e nei territori sommersi dal fango per scavare, lavorare, aiutare, ripulire, salvare il salvabile. Sono giovani, adulti, volontari e disoccupati, figli della parte migliore del Paese. Questo ci deve fare riflettere: non tutto ancora è perduto. Si può e si deve ripartire da questa Italia. Mi auguro che lo capiscano anche i nostri politici. La nave Italia in questo momento sembra essere in balia di in un mare tempestoso. Il guaio è che manca il timoniere. La maggioranza guidata da Berlusconi, la più ampia nella storia della Repubblica, si è dissolta. Di fatto, il Paese è stato prima retrocesso dalle serie A alla B, e poi commissariato. Le decisioni sulla nostra economia partono dal Fondo Monetario Internazionale e da altri stati europei. Il problema a questo punto non è rappresentato da un cambio di governo, tecnico, allargato, di unità nazionale o rieletto dal popolo. Il problema è la mancanza di una rappresentanza politica seria e credibile. Perchè se Berlusconi & C. piangono, l’opposizione certamente non ride. In questi anni non è riuscita a creare una valida e credibile alternativa, non è riuscita a proporre nemmeno un leader, che sia degno di questo nome.
Ed allora? Come la mettiamo? Purtroppo dobbiamo auspicarci tra i due mali il minore, che francamente non so quale possa essere. Ci sono delle decisioni importanti da prendere, ci sono degli impegni internazionali da rispettare. Ci sono in politica interna delle misure urgentissime da adottare: dare uno scossone all’economia, ridare credibilità alle Istituzioni, tornare a ridare risposte concrete e speranza alla gente. A quei semplici cittadini, che nonostante quello che dice il Premier, ritengono che la crisi ci sia, eccome!
Auguri Italia! Ma Genova deve essere esempio anche per la politica: adesso gli uomini onesti, che vivono nella legalità, che lavorano, che studiano, che vogliono un Paese unito, dovranno sbracciarsi e adoperarsi per un futuro migliore. Bisogna svecchiare la nostra classe politica ma soprattutto formarne una nuova, capace, competente, autorevole.
In famiglia, nelle scuole, nelle parrocchie, nei centri sociali, nei circoli associativi, dappertutto si ritorni a fare cultura. Prima di tutto cultura della legalità, cultura politica, cultura d’impresa, cultura della solidarietà.
Solo così si potrà tornare a navigare in acque tranquille.
Auguri Italia!

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