Il Paese reale disarciona il Cavaliere



Se il primo turno delle amministrative aveva registrato già un risultato sorprendente, il ballottaggio segna un punto inequivocabile. Il Paese reale non corrisponde a quello dipinto dalla maggioranza e da Berlusconi in particolare. Il Governo e il Cavaliere escono bastonati da questa tornata elettorale oltre ogni previsione. Dopo Torino e Bologna anche Milano e Napoli vanno al centrosinistra. Ma è il risultato generale, oltre ai dati delle grandi città, che sancisce la sconfitta inesorabile della maggioranza. Parlo più di sconfitta del centrodestra che di vittoria dell’opposizione perché non ho notato grandi cambiamenti prima delle elezioni nell’organizzazione strategica del centrosinistra. Gli italiani, a mio parere, non hanno promosso l’alternativa ma hanno sonoramente bocciato Berlusconi e compagni (pardon, intendevo dire alleati). Adesso per il Governo si preannunciano giorni difficili. La maggioranza perde pezzi, consensi, amministrazioni e potere. Non sarà facile per il Premier ricompattare la sua coalizione e continuare a governare come se niente fosse accaduto. Anche perché il Cavaliere dell’ultimo periodo non sembra nella forma migliore per affrontare le prossime sfide. I mass media ci hanno descritto e fatto vedere un Berlusconi molto teso, nervoso, mai sorridente, un cagnolino confuso e bastonato, una vittima che addirittura si presenta, nel consesso dei grandi della terra, chiedendo intercessione e protezione al Presidente degli Stati Uniti. Un’immagine ben diversa da quella cui siamo stati abituati che lo vede sempre primadonna e protagonista assoluto della scena. Qualcuno parla di fine del “berlusconismo” e c’è chi è pronto a scommettere sulla caduta del Governo prima della fine della legislatura.
Io ricordo che più di una volta si sono celebrati i funerali politici del Premier ma Berlusconi, come un gatto dalle sette vite, si è sempre rialzato più pimpante che mai e ha continuato la sua ascesa. Adesso ho l’impressione che però stia rimanendo sempre più solo. “La musica è finita … gli amici se ne vanno”: questa è sicuramente una canzone che non piace al Cavaliere e che probabilmente non ha mai cantato nella sua vita. Ma come spesso accade quando una squadra perde è l’allenatore a pagare per tutti e gli alleati del centrodestra potrebbero sacrificare lui per ricompattarsi e andare alla ricerca del consenso perduto.

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