L’articolo 1 e la terra dei cachi


Italia sì… Italia no… la terra dei cachi! Mi ritorna in mente la canzoncina di “Elio e le storie tese” presentata qualche anno fa a Sanremo.
Assistendo a quello che accade nel nostro Paese cos’altro potremmo canticchiare? Lo spettacolo dei nostri teatranti politici è davvero deprimente. Maggioranza e opposizione si battono a colpi d’insulti, imbecillità e provocazioni.
Perché quella che è l’ultima sparata di un rappresentante del Pdl di modificare l’articolo 1 della Costituzione non può essere considerata che una provocazione. Dare più forza al Parlamento in una repubblica che mi pare di aver studiato essere già parlamentare. Ma le due camere non sono già rappresentanti del popolo sovrano? La nostra Carta si fonda proprio su questo caposaldo e sull’equilibrio dei poteri che forse qualcuno vorrebbe sopprimere.
No! Non è la Costituzione che dovrebbe essere cambiata. Ma l’intera classe politica nazionale che non riesce più a capire quali sono le esigenze degli italiani, non riesce a risolvere i gravi problemi che ci assillano, non è capace di ideare e realizzare un piano di lungo periodo che ci tiri fuori dalle sabbie mobili in cui stiamo tutti per essere risucchiati. Si procede con leggine fatte su misura per favoritismi personali, aiutini al Premier, ai poteri forti, agli amici. Ma dei problemi del Paese vogliamo parlarne? La crisi economica la vogliamo affrontare sul serio con misure adeguate ed opportune per favorire la ripresa? Le imprese (tutte, non solo alcune) le vogliamo aiutare? La disoccupazione la vogliamo combattere? Il precariato lo vogliamo abolire per dare certezze e la speranza di un futuro migliore ai nostri giovani? La scuola e l’università le vogliamo fare diventare veramente pilastri della formazione e dell’istruzione dei nostri figli? Cominciamo a considerare le persone tutte, a prescindere dalla nazionalità, come esseri umani. Rivediamo la nostra politica estera, se è necessario, ma cerchiamo di adoperarci come Nazione alla costruzione di una solidarietà internazionale. La riforma della giustizia? Facciamola ma per aiutare i cittadini non per utilizzarla come arma per combattere la magistratura che è uno dei poteri del nostro ordinamento che serve per quell’equilibrio tanto cercato e voluto dai nostri costituenti. Combattiamo la criminalità organizzata, le varie mafie, la corruzione e le troppe ingiustizie che siamo costretti a subire.
Di tutto questo dovrebbe dar conto la nostra classe politica.
E l’opposizione? Dov’è? Cosa fa, sta preparando in maniera seria l’eventuale alternativa a questa maggioranza?
Non credo proprio. Si ritrova unita solo nella lotta a Berlusconi. Il Capo del Governo è il chiodo fisso di questi politici che sembra non abbiano altri interessi se non quello di abbattere il Cavaliere. E i nostri problemi? I nostri timori? Il nostro futuro? Ma perché non pensate a creare un’alternativa valida, capace, pensante. In grado di proporre un serio piano di rilancio del Paese, di esprimere una politica vicina alla gente, di promuovere le inestimabili risorse che abbiamo, di valorizzare le enormi potenzialità italiche.
Italia sì…Italia no! La terra dei cachi…

Berlusconi e Bersani

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