Riprendiamoci Catania


Non è più il caso di continuare così.
I due agguati di ieri in pieno giorno in due zone molto frequentate dimostrano che Catania è ripiombata nel terrore e nell’anarchia che hanno caratterizzato gli anni più bui della città. Il degrado iniziato ormai da diversi anni è completo. E’ un decadimento culturale, sociale, politico, umano. Non si tratta di mafia ma di malgoverno. Per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione precisiamo che non è un problema di partiti di centro, di destra o di sinistra. Li mettiamo tutti in un grande pentolone perché non esiste più il centro, la destra, la sinistra. E’ inutile negarlo: la c.d. “seconda Repubblica” si è rivelata di gran lunga peggiore della “prima”. Il bene comune è diventato interesse individuale e, cosa ancora più grave, ogni metodo è lecito pur di soddisfare gli appetiti bestiali dei politici di professione. Nei posti di potere siedono così uomini incapaci, menefreghisti, egoisti, spietati. La città è allo sfascio. Sporca, degradata, buia, con strade a groviera. Chiudono, invece di fiorire, le attività commerciali. La movida etnea è solo una pallida brutta copia di quella frizzante, vitale e dirompente di più di un decennio fa. Chiudono le edicole, nessuno legge più ed è la grande distribuzione ad imporre ciò che si può e si deve comprare. I giovani scappano e quelli che restano perdono l’entusiasmo e la speranza. La maleducazione è imperante perché in città regna l’assoluta anarchia. Ad ogni semaforo poveri diavoli ti fanno perdere le staffe: se dovessimo dare 10 centesimi ad ogni richiesta dovremmo quantomeno prendere lo stesso stipendio dei nostri politici. I posteggiatori abusivi chiedono il pizzo con minacce neanche tanto velate. Gli ambulanti non autorizzati prendono d’assedio le nostre strade recando un danno serio ai commercianti e agli stessi ambulanti che esercitano legalmente. Gli scippi e le violenze aumentano dando un duro colpo anche all’immagine turistica di Catania. I bulli sono solo l’ultimo fenomeno dilagante di una crescita della microcriminalità che non lascia ben sperare per il futuro. Adesso si torna a sparare e per giunta in mezzo alla gente. Dobbiamo continuare così?
Forse è il caso di riprenderci la nostra città. I fatti di ieri dovrebbero scuoterci le coscienze, darci la consapevolezza che il vaso è colmo. Chi amministra la città? Chi controlla il territorio? Chi ci protegge? Perchè abbiamo servizi da terzo mondo? Perché funzionari e burocrati calpestano i nostri diritti, perché non dobbiamo avere una città pulita, ordinata, sicura? Perché i turisti non possono fruire delle immense ricchezze che abbiamo?
Rivolgiamo tutte queste domande a chi detiene il potere di cambiare, migliorare questa situazione.
Pungoliamo le Istituzioni, facciamo sentire la nostra rabbia a questi signori che ci governano, ricordiamo loro che occupano quei posti per Servirci, per rappresentare i Nostri interessi.
Riprendiamoci Catania!

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