Musica antica del nuovo millennio


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Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 22 Dicembre 2007

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Si accendono le luci su Etnafest con un concerto di musica popolare nel tempio catanese della lirica. Il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” ha ospitato il 17 dicembre l’anteprima della rassegna di arte, musica e cinema organizzata dalla Provincia e dall’Azienda Provinciale del Turismo di Catania.

Musica antica del nuovo millennio, questo il titolo del progetto artistico di Carmen Consoli che ruota intorno alla musica tradizionale siciliana. L’artista da qualche anno si è avvicinata alle proprie radici culturali interessandosi sempre più al patrimonio musicale popolare per farsene portavoce nel mondo. Sul palco oltre alla “cantantessa” si sono esibiti diversi artisti, tutti siciliani alternandosi e suonando insieme per dare vita ad uno spettacolo intenso pieno di luce, colori e melodie.

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I Lautari, gruppo catanese che da oltre vent’anni ricerca e rielabora gli antichi canti siciliani e ne propone al pubblico di nuovi sempre nel solco della tradizione. Alfio Antico, pastore fino a 18 anni, impregnato di cultura contadina ed eccellente suonatore di “tammorra”. Un artista dall’imponente figura scenica che dispone di oltre settanta tamburi da lui fabbricati. Sul palco suona instancabilmente con grande maestria oltre a recitare e cantare in dialetto le sofferenze, le favole e le storie della sua amata terra. Rita Botto, voce calda e possente, che vive da tempo a Bologna ma mantiene saldo il legame con la Sicilia anche grazie alle canzoni folk di Rosa Balistreri, alla quale ha pure dedicato un cd.

Esclusivamente per Etnafest hanno fatto parte del progetto anche gli applauditissimi Mario Venuti e Kaballà, cantautori e autori tra i più apprezzati del panorama musicale italiano. Un concerto acustico contrassegnato dal canto rigorosamente in siciliano e dal suono degli strumenti tradizionali come mandolino, mandola e mandoloncello, oltre a chitarre, fisarmonica, contrabbasso, flauti e percussioni. Uno spettacolo nello splendido scenario del Teatro Massimo che ha affascinato e sorpreso gli spettatori. Un degno inizio per una manifestazione che, tra l’altro, mira ambiziosamente a valorizzare e a far conoscere la cultura siciliana oltre i confini isolani e nazionali.

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