Crystian Zimerman: tecnica perfetta e sentimento


Pubblicato in:

Musica Oblo.it


di Salvo Longo – 4 Aprile 2008

 

Iniziamo dalla fine. Tutti in piedi al teatro Sangiorgi a tributare un’autentica ovazione con applausi interminabili a Crystian Zimerman. Il pubblico catanese saluta con grande calore colui che è considerato uno dei massimi pianisti viventi e lo ringrazia per il concerto emozionante tenuto il 2 aprile al cospetto di un teatro gremito. Molti i catanesi, infatti, che hanno preso d’assalto il botteghino del teatro prima del concerto ma sono rimasti fuori per esaurimento dei posti. L’atteso appuntamento rientrava nella sezione “Random” del ricco programma stagionale proposto dall’Associazione Musicale Etnea e dal suo direttore artistico Emanuele Casale.

Bambino prodigio, Zimerman, polacco, a soli 18 anni nel 1975 vince il prestigioso Concorso Pianistico Internazionale Frédéric Chopin di Varsavia. Ha suonato con i più importanti direttori d’orchestra del mondo e con la Deutsche Grammophon ha inciso ventidue dischi facendo incetta di premi e riconoscimenti internazionali.

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Crystian Zimerman

Al centro della scena con il suo pianoforte, l’artista inizia a Catania la sua esibizione che prevede da programma la sonata op. 111 di Beethoven che sarà poi sostituita con la “Patetica”, la sonata in si minore op.58 di Chopin e la Partita n.2 in do minore BWV 826 di Bach. Altra variazione: alcune mazurke di Chopin al posto de “I Klavierstucke” op. 119 di Brahms. Zimerman suona con grande trasporto e naturalezza. Le mani scivolano sicure sui tasti, la tecnica perfetta si abbina a un grande sentimento che traspare anche dai movimenti del busto e della testa che sembrano seguire e accompagnare le note. Le luci del teatro si concentrano al centro del palco illuminando Zimerman e il maestoso pianoforte. Sul colore nero predominante dello strumento e dell’abitospiccano la folta chioma canuta dell’artista e la camicia bianca. Chiudendo gli occhi e ascoltando il suono del pianoforte, ora leggero e raffinato, ora più vigoroso e travolgente, si resta stregati. Ci si alza in volo sulle ali della fantasia in un’atmosfera sognante. Alla fine il pubblico lo acclama e il pianista è “costretto” più volte ad uscire per ringraziare. Tre bis: ancora una mazurka di Chopin, già suonata nel 1979 in Vaticano davanti a Papa Giovanni Paolo II e a lui dedicata proprio a tre anni dalla scomparsa. E poi due brani di Szymanovski, omaggio alla sua Polonia e al compositore suo connazionale.

 

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