Nausea Social

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Immagine da Internet

Negli ultimi tempi Facebook e i social in generale sono veri e propri teatri di guerra tra opposte fazioni.

Campi di combattimento dove si consumano duelli a colpi di volgarità, brutte parole, cattiveria, arroganza, intolleranza e ignoranza.

Ho letto commenti di amici che reciprocamente si sono mandati di brutto a “quel paese” perché di opinioni opposte.

Questo fa male a chi, come me, ha creduto da sempre nel sano e leale dibattito e attribuito un valore fondamentale al confronto e al rispetto delle opinioni anche contrastanti.

Nel Paese l’aria sta diventando irrespirabile.  Qualcuno ad arte alimenta un clima di odio e intolleranza che rischia seriamente di sfociare in inaudita violenza.

I cosiddetti “leoni da tastiera” detengono ormai il sacro fuoco della Verità. L’ignoranza è abissale. Presunzione e arroganza marchiano il nemico, l’avversario da abbattere, che è colui che non la pensa allo stesso modo.

Io mi defilo ed evito di prendere posizione in questa agorà telematica.

A prescindere dal mio pensiero, a prescindere da chi potrebbe avere ragione, a prescindere dal prendere posizione per una parte o per l’altra, non intendo restare invischiato in questa trappola social.

E mi spaventa come una piattaforma simile, così zeppa di fake news e di prese di posizione strumentali o per niente basate sul ragionamento e la conoscenza dei fatti, possa creare opinione e indirizzare il consenso verso una parte politica o verso un’altra.

Il mio proposito: meno Facebook e più libri, meno chiacchiere e più ragionamenti, meno certezze e più approfondimenti.

Non facciamo diventare questo social network un’arena per scannarci, un pericolo sociale.

Lasciamolo al cazzeggio, ai selfie, alle immagini culinarie,  alle eterne dispute tra juventini e interisti. Ma non andiamo oltre…

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Dedicata a Lorenzo, Margherita ed Enrico

Squarci nel buio di Aci
Vortici d’acqua in cielo
Inghiottono sogni di anime in fiore

Scrosci di flutti rapaci
Corvi bagnati di gelo
Gridacchiano oscuri trapassi del cuore

Frullo di ali dal mare di Aci
Da spuma si levano in alto
Forti destrieri di anime in fiore

Vegliateci adesso con grazia ed amore

Lorenzo, Margherita ed Enrico

25/02/2019 (Dedicata a Lorenzo, Margherita ed Enrico)

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Mattarella continua a perdere tempo. Paese sempre più lacerato

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Considerato che ne sto sentendo di tutti i colori da luminari, professori, presidenti, politici, giornalisti, cani e porci, come scemo del villaggio esprimo anch’io le mie corbellerie:
in Italia ci sono tre poli: centro destra, centro sinistra e 5Stelle.
Dalle urne nessuna coalizione è uscita con i numeri per governare.
Tra i tre poli, la coalizione di centro destra è quella che ha ottenuto più consensi. Tra i partiti il più votato è stato quello dei 5Stelle.


Secondo me Mattarella avrebbe dovuto già dalle prime consultazioni capire se ci fossero stati i numeri in Parlamento per incaricare Salvini, come leader della sua coalizione, per la formazione di un governo.
In caso contrario avrebbe dovuto ripassare la palla agli elettori.


Non mi piacciono in linea generale i governi tecnici.


Anche un governo reggente sul contratto tra Lega e 5Stelle non avrebbe rappresentato il voto degli italiani che si sono espressi per tre programmi differenti di tre poli differenti.


Detto questo, una volta incaricato Conte, è opinabile, per usare un eufemismo, la decisione del Presidente di mettere veti su chicchessia.
E’ a questo punto tanto inopportuna quanto inutile questa ulteriore convocazione di Cottarelli.


I commenti degli esponenti del PD che hanno seguito la rinuncia di Conte francamente disgustano e non si possono sentire.


Conclusioni: Mattarella ha perso e continua a perdere tempo.
Si sarebbe dovuto già decidere prima di tornare al voto.
Il Paese è ancora più diviso e lacerato.


Buona fortuna Italia…

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C’è molto da stare Allegri

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Max Allegri – Foto calciogazzetta.it

Quando fu scelto per allenare la Juve dopo il tris di scudetti di Conte rimasi di stucco.

Fui uno dei tanti tifosi scettici che espressero immediatamente disappunto e perplessità sulla decisione della Società.
Dopo il primo anno avevo già cambiato idea.
Adesso sono un grande estimatore dell’allenatore livornese. E’ entrato a pieno merito nella storia di questa squadra a suon di record.
Penso che sia riuscito ad ottenere ancora di più di quanto forse si sarebbe potuto chiedere ad una compagine forte ma non straordinaria come è stata la Juventus di questi ultimi anni.
Tanto di cappello, Mister!!! Ho sbagliato nettamente le mie valutazioni sulle sue indubbie capacità e doti.
Detto questo, ancora oggi non è scattata quella scintilla che trasforma la stima e il riconoscimento di un grande professionista in quel quid in più che ti porta quasi ad adorare una persona.
Sono cose inspiegabili.
Per esempio, il mio cuore bianconero palpita ancora ogni qualvolta vedo il Trap

 

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La Televisione e Fabrizio Frizzi

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La Televisione è stata una grandissima invenzione. 


Mio padre diceva sempre che non ci rendiamo effettivamente conto dell’ingegno tecnico che sta dietro questa scatola magica. 


Ma è stata una rivoluzione anche dal punto di vista sociale.
Ha aperto un finestra sul mondo. Ha allargato le nostre conoscenze e anche la nostra cerchia di amici. Ha contribuito a combattere la solitudine di tanti anziani, spesso dimenticati dai loro stessi figli.


E’ un film sul mondo nel bene ma anche nel male.
Per questo spesso sarebbe meglio tenerla spenta o comunque scegliere di voltare lo sguardo quando la finestra ci mostra le immonde discariche della vita.


Quanti personaggi sono entrati a casa nostra e sono diventati per noi quasi dei familiari, compagni della nostra storia.


Fabrizio Frizzi è stato sicuramente uno dei più cari per la sua semplicità, simpatia e credibilità.
Uno per cui, la Televisione, valeva la pena tenerla accesa…

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A Milano per la prima volta in Italia l’artista cinese Cao Tianwen

La mostra del “ maestro pittore del bambù” organizzata da Big Eyes Vision International sarà visitabile dal 23 al 29 ottobre

Tianwen dipinge

Il maestro Cao Tianwen all’opera

La Cina è vicina. Grande prima in Italia per le opere dell’artista Cao Tianwen, famoso per i suoi caratteristici dipinti del bambù.

Dal 23 al 29 ottobre 2017 sarà la città di Milano a presentare l’atteso “Bambo Dream” –  Mostra tradizionale d’arte cinese che segnerà l’esordio artistico di Tianwen nel nostro Paese.

Ad organizzare l’evento di notevole spessore artistico e culturale la società Big Eyes Vision International, in collaborazione con la Galleria Spazio Libero e l’Associazione CuriArte Milano.

Sotto la direzione artistica di Zhao Xiang Wu, la mostra di Cao Tianwen sarà inaugurata lunedì 23 ottobre all’interno della Galleria Spazio Libero 8 – Alzaie Naviglio Pavese 8 a Milano.

“Solo quando i tuoi dipinti di bambù gloriosi brillano nella storia, allora puoi svegliarvi dal tuo sogno” Con queste parole,  Cao Tianwen esalta la forza dei suoi dipinti del bambù, condividendo la flessibilità in tempi antichi e moderni, e intersecando tra romanzo e familiarità.

Tianwen all'opera

I famosi bambù, tema ricorrente in Cao Tianwen

Appoggiandosi alla pietra o alla riflessione della luce della luna, ricoperta di pioggia e rugiada o di vento e neve, il grassetto bambù e le sue foglie verticali, essendo in una varietà di composizioni di immagini e di luce tremolante, forniscono un nuovo senso di bellezza e ambiguità dal sapore poetico e rivelano il loro grandioso etere e il nimbo vivace.

Il suo stile rudimentale è stato formato nell’intimità intrecciata nella familiarità e nel moderno combinato con l’antico.

Cao Tianwen dipinto

Dipinto di Cao Tianwen

Cao Tianwen, nato a Ningyang, Shandong, si è laureato presso le Belle Arti del Qufu College of Education. È membro della Associazione degli Artisti Cinesi, decano dell’Accademia di Pittura e Calligrafia di Huayuan a Pechino, nonché Dean dell’Accademia Taishan della Pittura Cinese.

Orchidee, bambù e paesaggistica in generale sono i temi preferiti dall’artista cinese. Ad oggi, oltre cento sue opere sono state pubblicate su più di 50 giornali cinesi. Ha ricevuto numerosi onori a livello internazionale ed è stato anche rappresentato nei media diverse volte.
Cao Tianwen è ritenuto un artista di livello internazionale completo che spazia dalla calligrafia alla pittura, dalla sabbia viola all’arte della ceramica. Le sue opere sono esposte in collegi, musei e anche in collezioni private e riscontrano sempre grande successo nelle più importanti case d’aste cinesi.

La società organizzatrice dell’evento “Big Eye Vision International nasce dall’esperienza di professionisti esperti in diversi settori e risponde a diversi bisogni offrendo una vasta gamma di servizi sia ad aziende sia ad associazioni no profit:

  • ideazione ed organizzazione di eventi
  • campagne di comunicazione
  • progettazione materiale di comunicazione
  • marketing e sviluppo di operazioni commerciali di import ed export.
Locandina evento mostra Cao Tianwen

La locandina dell’evento

 

CAO TIANWEN: Bamboo dream – Mostra tradizionale d’arte cinese

23-29 ottobre 2017

Galleria Spazio Libero 8 – Alzaie Naviglio Pavese 8 Milano

Evento ad invito aperto

Contatti stampa: Zhao Xiang Wu, curatore della mostra

Zhaoxiangwu@gmail.com

 

Salvo Longo

www.ufficiostampaecomunicazione.com

 

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State sereni: io voto NO alla riforma

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Nella vita bisogna sempre migliorarsi. Ragionamento ineccepibile.

Ecco, questa riforma non migliora la nostra Costituzione, la pasticcia e l’allontana dalla gente.

Sgombriamo il campo da ogni dubbio: logica e buon senso mi spingono a cambiare in meglio, per questo io VOTO NO al Referendum del 4 dicembre.

Premetto che, come faccio sempre, cerco d’informarmi, capire, valutare e poi decidere.

Ho letto il testo degli articoli della Costituzione che sono stati modificati e tengo a precisare che non ne faccio una questione politica.

E’ stato Renzi a personalizzare il Referendum e sicuramente ha sbagliato. Ha dato un assist a tutti i suoi contestatori  e molti voteranno no proprio per indebolire o spingere alle dimissioni il Premier.

Il mio, invece, non sarà un voto politico. Per quello aspetterò la tornata  elettorale del 2018 o eventuali elezioni anticipate.

Sul testo della Riforma esprimo invece un giudizio di merito.

Non credo, tra l’altro, neanche di poter essere definito un “conservatore” e per me, ripeto a scanso di equivoci,  non è un problema riformare la Costituzione. Ma io guardo alla sostanza: se voglio cambiare qualcosa che ho già, cerco di cambiarla in meglio e secondo me questa riforma non migliora la ns Costituzione.

I cambiamenti vanno verso una direzione che non mi piace: viene meno l’equilibrio tra poteri in nome di una ipotetica maggiore governabilità.

Da bicameralismo paritario a bicameralismo pasticciato

Il bicameralismo non viene abolito ma pasticciato mantenendo in vita un Senato composto da gente che non sarà nemmeno eletta da noi. E qui sorgono tanti dubbi e perplessità: 1) non si capisce in che modo questi senatori saranno eletti/nominati tra consiglieri regionali e sindaci; 2) questi signori anche se non percepiranno un doppio stipendio saranno investiti di altro potere alimentando possibilmente altro clientelismo; 3) questi signori avranno già il loro da fare come consiglieri e dovranno anche sedere in Parlamento con altre mansioni.

In verità, rispetto a coloro che occuperanno la Camera dei Deputati, avranno pochi poteri ma piuttosto confusi. Tanto valeva abolirlo del tutto il Senato. Almeno i novelli padri costituenti avrebbero potuto modificarne il nome: quantomeno avrebbero evitato tanti rivolgimenti nelle tombe degli antichi Romani.

I sostenitori del sì, naturalmente dicono che si velocizzerà l’iter delle leggi e probabilmente in generale sarà vero anche se in alcuni casi i meccanismi  previsti, con il ruolo di entrambe le camere, rischiano di rendere il procedimento legislativo caotico e complesso.

La mia obiezione è: ma siamo sicuri che la velocità ci garantisca delle leggi buone ed efficaci?

A parte che anche adesso quando esiste la volontà politica si fanno leggi in tempi record: basta citare la sciagurata e recente Legge Fornero. Sembra che i mali del nostro Paese siano riconducibili esclusivamente alla nostra vecchia Carta. Non sono assolutamente d’accordo, anzi per me la riforma della Costituzione non rappresentava una priorità per l’Italia.

Rafforza il potere centrale a danno delle autonomie

Questa riforma, comunque, in generale è una delusione perché allontana ancora di più gli organi istituzionali dalla volontà del popolo. Io scorgo un accentramento dei poteri statali a danno delle autonomie locali: il federalismo fiscale torna praticamente in soffitta, lo Stato accentra i poteri sulle finanze pubbliche e le Regioni vengono relegate ad un ruolo operativo amministrativo.

In più, secondo me, i contenziosi tra Stato e Regioni, soprattutto su alcune materie che restano a cavallo, non cesseranno.

 

Il tema del risparmio

Sorrido quando qualcuno mi dice che vota sì  perché  almeno cominciamo a risparmiare tagliando poltrone e spesa pubblica.

I risparmi sono davvero irrisori: la Ragioneria dello Stato parla di circa 50 milioni di euro ma i costi della politica sono ben altri e si potrebbe ottenere un gran risparmio semplicemente tagliando spese inutili, enti inutili, riducendo stipendi da capogiro e  privilegi. E per farlo bastano le leggi ordinarie o i regolamenti parlamentari. I sostenitori del sì fanno di questo tema un cavallo di battaglia per convincere della bontà della riforma. A questo punto non sorrido più ma inizio a ridere a crepapelle. Sono anni che ci fanno la testa tanta (eufemismo forzato) con la storia della “spending review” con scarsi risultati, tra l’altro, e adesso esultano per  50 milioni risparmiati smontando a pezzi la Carta costituzionale. Poi leggi sul Corriere della Sera che “c’è una voce nel bilancio 2017 che letteralmente decolla: quella dei voli di Stato, con un 50 per cento in più. Serviranno infatti ben 23 milioni e mezzo per il noleggio del nuovo Airbus presidenziale voluto da Matteo Renzi”.  E capisci che non ti puoi fare prendere in giro su quest’aspetto.

 

Leggi di iniziativa popolare

E ancora: riduce la partecipazione diretta dei cittadini portando da 50mila a 150mila le firme per le leggi di iniziativa popolare.  I sostenitori del sì ribattono che però è stato introdotto l’obbligo del Parlamento di tenerne conto mentre prima non esisteva quest’obbligo. Leggendo il testo si capisce però che saranno i regolamenti parlamentari a stabilire i tempi entro cui tali proposte dovranno essere discusse e deliberate.

 

Rischi con l’Italicum

E ancora: insieme alla nuova legge elettorale la nuova Costituzione potrebbe portare ad una minoranza parlamentare con in mano tutti i poteri: Parlamento, Corte Costituzionale e Presidente della Repubblica potrebbero essere facilmente controllati dalla maggioranza di governo. Tra l’altro anche lo statuto delle opposizioni è disciplinato dal regolamento della Camera dei deputati. Ecco, io non voglio parlare come altri di deriva autoritaria ma quantomeno di regole della democrazia alterate.  Sicuramente non avremo più problemi di governabilità ma anche con un governo con le migliori intenzioni di questo mondo non mi piacerebbe trovarmi in questa situazione.

 

Le cose positive

Tra le modifiche apportate ce ne sono comunque alcune che condivido: chiaramente la soppressione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e la possibilità che viene introdotta per la Corte Costituzionale di decidere sulla conformità costituzionale delle leggi per eleggere Camera e Senato, ancora prima della loro promulgazione.

Ovviamente questo non basta a dare il mio consenso a questa riforma ma mi consente di fare un’ulteriore riflessione sulla possibilità che non è stata data di “spacchettamento” dei vari quesiti referendari. Il pronunciarsi sui singoli quesiti avrebbe sicuramente evitato il clima velenoso e di divisione che ha caratterizzato il Paese in quest’ultimo periodo e avrebbe consentito forse una più approfondita analisi sul merito degli aspetti delle parti modificate.

 

Conclusioni

Sono favorevole ad apportare le opportune modifiche alla Costituzione perché sono convinto che si può migliorare, si possono rendere più efficienti e funzionali le Istituzioni, si debbano facilitare le applicazioni di quegli stessi principi che la nostra Carta sancisce ma che restano purtroppo appunto solamente parole scritte.

Ma non si può accettare una simile riforma.

E non si possono nemmeno sentire coloro che dicono: “Intanto accontentiamoci, abbiamo atteso 30 anni, poi miglioreremo ulteriormente. Se perdiamo questo treno chissà quando se ne parlerà”.

Ma io questo treno non lo voglio proprio prendere perché mi porterebbe e ci porterebbe  fuori strada e verso sentieri impervi che si allontanano dalla c.d. democrazia.

Il mio è un NO convinto, tranquillo, ponderato, libero. Se ne facciano una ragione tutti i sostenitori del sì che accusano quelli che votano NO di non entrare nel merito delle modifiche costituzionali.

Attenzione, io continuo a rispettare coloro che la pensano diversamente da me, ognuno è libero di pensarla come vuole ma esigo nello stesso tempo rispetto che non sto notando in molti che hanno deciso di votare si.

A tutti costoro che votano sì, sputando veleno su chi non la pensa come loro, non posso che ribattere con compostezza: State sereni! Io voto NO!

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Trump presidente, nulla accade per caso

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Alla fine l’America ha scelto Trump perché ha riposto per due volte fiducia in Obama ma non ha avuto le risposte che cercava.

Sul fronte interno la crisi economica non si è risolta. Forse all’apparenza è meno acuta di quando il primo presidente afro americano è stato eletto ma rimane subdola e strisciante nel tessuto sociale. La forbice tra ricchi e poveri si è addirittura allargata, il ceto medio come in Europa, come in Italia, è stato massacrato. La riforma sanitaria ha deluso le aspettative.

La politica estera di Obama è stata anche peggiore: il Nobel per la Pace dovrebbe essere sostituito con quello per la Destabilizzazione che ha creato incertezze, tensioni e conflitti in diverse aree del pianeta.

Hillary Clinton, colei che poteva diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti, rappresentava la brutta copia di Obama.

L’America, paradossalmente, conosceva bene la candidata e non poteva votarla.

Trump vince per tutta una serie di ragioni, per i demeriti degli avversari, per le sue influenze, per le lobby che lo hanno sostenuto che si sono rivelate più forti di quelle che hanno supportato Clinton. Ma soprattutto vince perché la gente forse non vuole questo ordine mondiale che sembra imposto dall’alto e tenta un ultimo atto di ribellione.

Spesso però per cambiare in meglio si affida all’uomo sbagliato.

Solo il futuro ci dirà se i grandi elettori hanno fatto bene per l’America e per il mondo intero.

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Al capezzale della Politica italiana

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Virginia Raggi e Chiara Appendino, neo sindache di Roma e Torino

I risultati dei ballottaggi di domenica 19 giugno incoronano Virginia Raggi a capo della Città Eterna e Chiara Appendino alla guida di un’altra importante città italiana come Torino. Due donne, due candidate del Movimento Cinque Stelle. I grillini ottengono un enorme successo un po’ ovunque e si presentano come “il nuovo” pronto a governare.

In effetti “il vecchio” è in grande difficoltà. Centro sinistra e centro destra per motivi diversi sembrano aver perso la loro identità e il contatto con gli elettori.

La grande malata resta la Politica italiana: metà degli aventi diritto non è andata a votare. Delusione, rassegnazione, protesta, rabbia, confusione, nausea. Un mix esplosivo che rischia di minare le basi della nostra democrazia.

Alcune considerazioni sugli esiti delle urne in questo articolo pubblicato su Blasting News.

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“La mia speranza vola in alto”

IMG-20160518-WA0012La scuola deve educare i nostri giovani. Il video che è stato realizzato dalla scuola ARAM IEFP di Catania ha proprio come obiettivo di promuovere il rispetto, la legalità, il coraggio. La mafia si combatte attraverso l’esempio, l’educazione e la scuola, non con le chiacchiere di certa Antimafia.

Il video realizzato dalla scuola ARAM IEFP di Catania, che svolge corsi di obbligo scolastico per acconciatori ed estetiste, ha come titolo “La mia speranza vola in alto” e partecipa al concorso nazionale “Il silenzio è dolo” promosso dall’Associazione Avviso Pubblico.

Il cortometraggio realizzato da studenti dei primi anni si apre con la drammatica testimonianza di una ragazza che racconta come un suo parente viene arruolato dalla mafia e poi ucciso.

Ecco il link del video:

Il video della scuola ARAM IEFP CATANIA

 

 

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