Ossigeno per il Governo ma l’aria è ormai irrespirabile
Il governo Berlusconi giunto sull’orlo del precipizio non è caduto. Dopo il Senato anche la Camera, seppur per soli tre voti di differenza, respinge le mozioni di sfiducia presentate dall’opposizione. Una giornata parlamentare molto tesa che si conclude con il Pdl in festa e Fli, il movimento capitanato da Gianfranco Fini, spaccato. Indubbiamente, ai numeri, questa è una vittoria di Berlusconi e una netta sconfitta del Presidente della Camera. Ma non si può considerare una vittoria politica. Riteniamo, infatti, che se il Capo dell’Esecutivo non riuscirà nei prossimi giorni ad allargare la base della sua maggioranza al resto dei moderati che oggi non l’hanno votato, sarà arduo continuare a governare ed adottare tutti i provvedimenti necessari per far ripartire il Paese. Se il Premier può contare su una solida maggioranza in Senato, lo stesso non si può dire per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento. E una “chiamata alle armi” come quella di oggi difficilmente potrà essere ripetuta ad ogni seduta della Camera. La stessa Lega, nonostante la fiducia acquistata, lascia intendere che la migliore soluzione è rappresentata dal ritorno alle urne.
Probabilmente nell’interesse del Paese e degli italiani, sarebbero state opportune le dimissioni di Berlusconi, ancora prima di arrivare a questa sfida all’ultimo voto. Un governo poi di unità nazionale avrebbe potuto risolvere alcune questioni fondamentali prima di ridare voce agli elettori. Due a nostro modesto parere sono le priorità in questo momento: migliorare la legge elettorale ed adottare alcuni provvedimenti urgenti per dare una scossa decisa alla nostra economia.
I prossimi giorni saranno decisivi per capire se è davvero finito il ciclo politico del Cavaliere. Se così fosse, purtroppo avremmo continuato a perdere tempo prezioso.
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